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François
Décorchemont
François Décorchemont (1880-1971), figlio di
scultore, diplomato all'Ecole desArts Décoratifs di Parigi all'inizio del
secolo, si dedica alla pittura e alla scultura, iniziando ad esporre nei vari
Saloni parigini a partire dal 1903. Artista che cerca di esprimersi attraverso
la terza dimensione, non amante delle fusioni in bronzo, studia nuove materie e
nuove tecniche, concentrando il suo interesse sul vetro, e dopo lunghe ricerche
alchemiche, si avventura nella via più lunga e più ardua per approdare infine
alla famosa pate de verre. A Conches, in Normandia, attrezza l'atelier con un
primo forno a petrolio che egli stesso costruisce (in seguito diventeranno
quattro) e apre così una nuova importante era per la pate de verre. Durante
tutta la sua lunga vita si consacra a quest'arte e produce opere in costante
evoluzione. Ogni maestro di questa tecnica ha un suo personale procedimento:
Décorchemont, dopo l'esecuzione del modello e del suo stampo, superate le
difficoltà di elaborare i vetri colorati resi in polvere, in un primo tempo
lavora i suoi pezzi in più riprese: dopo una prima cottura di solidificazione,
li estrae, li corregge e li ricuoce. A poco a poco migliorando la sua tecnica
giunge a fabbricare l'opera con una sola cottura di 24 ore a 1.600"C a cui fa
seguire un raffreddamento lento e progressivo di 4 o 5 giorni nel forno; la
finizione richiede poi la tecnica manuale della mola per togliere rugorosità e
sbavature, operazione che esige una lunga applicazione. Questa non è la sua
ultima esperienza: a partire dal 1910 sperimenta ed applica anche il
procedimento della cera persa. Pertanto d'ora in poi l'artista crea sia
esemplari unici, sia modelli riprodotti 10-15 volte, eccezionalmente per alcuni
arriva a 100 copie; in totale nel corso della sua annosa carriera ha eseguito
all'incirca 500 modelli giungendo a realizzare ben 5.000 opere in pasta di
vetro. Le sue prime paste di vetro, di aspetto delicato, comparabili alle
creazioni di Dammouse, sono molto più vicine alla pate d'emaille che alla pate
de verre. Dopo il 1910 la pate di Décorchemont, ora a base di cristallo,
permette realizzazioni semi-trasparenti in una materia marbré traslucida, più
solida e più spessa. Dal 1914, allontanandosi dal decoro Art Nouveau, attraverso
una stilizzazione più personale delle forme, realizza opere con o senza decoro
figurativo. Appassionato della flora e della fauna, colleziona insetti rari ed
esegue calchi di piante ornamentali da cui trae ispirazione; con fiori e animali
crea putti e maschere, raramente statuine.
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