Da madre austriaca e padre tedesco,
trascorre la giovinezza prima a Losanna per trasferirsi nel 1902 a
Francoforte. Dopo un soggiorno presso la sorella a Torino nel 1905,
la quale vive con il poeta Ignazio Vacchetti, nel 1906 è a Düsseldorf
dove frequenta la Scuola d'Arte Applicata, diplomandosi in fotografia
nel 1907. Durante questo periodo di studi entra in contatto con Cläre
Burchart, creatrice di modelli in ceramica per le manifatture tedesche.
Rientrata a Torino, nel 1915 sposa Enrico Scavini, assieme al quale, nel
1919, fonda la «Ars Lenci» che produce giocattoli in legno decorato,
confezioni, articoli di vestiario, decorazioni per abbigliamento,
cuscini, cappelli, scialli, scarpe, pantofole, cinture, articoli di
moda, tende, chincaglierie, mobili per bambini, pupazzi e bambole
costruite con feltri policromi. Saranno proprio queste bambole a
decretare la fortuna artistica di
Elena Scavini, chiamata anche "Signora Lenci" e della sua manifattura. Dal
1928, la casa torinese inizia la produzione di ceramiche artistiche,
avvalendosi della collaborazione di Cläre Burchart e di molti artisti e
decoratori.
Helen Scavini partecipa attivamente alla realizzazione di
diversi modelli in ceramica: Marianna, Sposina, La Zizi, Nella o
Nasin, Colpo di vento, Al Caffè, Nudo con uccellino, La studentessa,
Giochi nell'acqua, Le rondinelle, Sirenetta e cattivo pesce, La modista
o Il cappellino..., tutti molto accurati nella lavorazione ed
estremamente accattivanti.
Nel 1929 la
rivista "Casa Bella" pubblica le foto delle ceramiche: La mucca,
Susanna, La merenda (Giovanni Grande), Amor paterno
(Sandro Vacchetti), Marianna (Elena Scavini) corredate da un
lungo redazionale.
Le ceramiche riscuotono
immediatamente un grande successo di pubblico e di critica, sia in
Europa che nelle Americhe, anche grazie al gusto schiettamente moderno,
ed alla scanzonata personalità dei modelli.
Apprezzamenti
di critica e attenzione della maggior parte delle riviste specializzate,
non salvano comunque la "Lenci" dalla crisi dovuta dagli effetti della
recessione internazionale, e da costi di produzione eccessivi, dovuti
allo spirito di perfezione sempre richiesti da
Elena Scavini,
nell'esecuzione dei modelli. Nel
1933, il commercialista Pilade Garella insieme al fratello Flavio, entra
nella società degli Scavini; rileverà completamente l'azienda nel
1937.
Nel 1938, muore il marito Enrico e
dal 1941 Elena Scavini cessa definitivamente l'attività di ceramista, per
dedicarsi, nel dopoguerra, alla scultura, all'antiquariato e
all'arredamento.
Si spegne a Torino nel 1974.
g.c.
Bibliografia:
Alfonso Panzetta -
Le Ceramiche Lenci,
Catalogo dell’archivio storico della
manifattura 1928-1964. Allemandi -Torino 1992
Felice Tosalli (1883-1958). Legni e Ceramiche, a cura di
A. Panzetta, in XVI Mostra Nazionale di Antiquariato, catalogo
della mostra di Saluzzo, Torino 1992
Luciano Proverbio - Lenci, le ceramiche 1919 - 1937,
Tipostampa - Torino 1989
Le
Ceramiche Lenci, gli Artisti, i Secessionisti,
Centro Internazionale Brera,
Sugarco 1982
Sitografia:
Storia della ditta
Lenci - Wikipedia