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Giovanni di Bartolomeo Cristiani e Nanni di Jacopoattivi a Pistoia tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo
Giovanni di Bartolomeo Cristiani fu pittore pistoiese, documentato tra il 1366 e il 1398. È una delle figure più rappresentative della pittura pistoiese del secondo Trecento, in rapporto continuo con la cultura fiorentina. La formazione e le prime attività lo collegano agli ambienti di Nardo di Cione, Jacopo di Cione, Giovanni del Biondo e alla più ampia tradizione orcagnesca. Nel 1370 eseguì la pala di San Giovanni Evangelista e storie della sua vita per la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia. L’opera costituisce uno dei punti sicuri del suo percorso. La struttura dell’altare, la narrazione degli episodi, la solennità delle figure e il fondo prezioso mostrano un linguaggio ancora pienamente trecentesco, ma attraversato da una linea più nervosa e da una certa eleganza tardogotica. A Giovanni Cristiani sono riferiti anche affreschi nel Duomo di Pistoia, fra cui l’Incredulità di san Tommaso, databile intorno al 1388, e lavori nella chiesa di San Francesco. Negli anni finali operò nell’oratorio de’ Rossi, o dei Disciplinati di Santa Maria dei Servi, con affreschi documentati tra il 1396 e il 1398. La sua attività mostra il ruolo di Pistoia come centro artistico autonomo, ma strettamente collegato a Firenze. Nanni di Jacopo, anch’egli pittore pistoiese, appartiene alla generazione successiva o alla fase tarda dello stesso ambiente. La critica lo ha considerato vicino a Giovanni Cristiani, talvolta suo collaboratore. Alcune opere attribuite a Nanni mostrano una pittura più minuta, con figure asciutte, linee tese, cromie chiare e una sensibilità tardogotica ormai più pronunciata. La distinzione fra Giovanni Cristiani e Nanni di Jacopo richiede una certa prudenza: il loro accostamento documenta una continuità di bottega e di linguaggio nella Pistoia tra Trecento e Quattrocento. Giovanni appare come maestro più solido e strutturato; Nanni come pittore legato a una fase più tarda, con formule devozionali adatte a tavole, affreschi e immagini per chiese locali.
A.R.
Bibliografia
Giacomo Guazzini, “La pittura a Pistoia tra Gotico e Tardogotico e la committenza artistica vescovile”, in Angelo Tartuferi, Elena Neri Lusanna, Ada Labriola, a cura di, Medioevo a Pistoia. Crocevia di artisti fra Romanico e Gotico, Mandragora, Firenze, 2021.
Miklós Boskovits, Pittura fiorentina alla vigilia del Rinascimento. 1370-1400, Edam, Firenze, 1975.
Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, Giulio Bolaffi Editore, Torino, 1972.
Odoardo Hillyer Giglioli, Pistoia nelle sue opere d’arte, Lumachi, Firenze, 1904.
Sebastiano Ciampi, Notizie inedite della sagrestia pistoiese de’ belli arredi del sacro tempio di San Jacopo, Pisa, 1810.
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