Barnaba da Modena

notizie dal 1361 al 1383

 

 

Barnaba da Modena, identificato con Barnaba degli Agocchiari, fu uno dei maggiori pittori attivi nell’Italia nord-occidentale della seconda metà del XIV secolo. Nato probabilmente a Modena tra il 1325 e il 1330, apparteneva a una famiglia di origine milanese stabilita nella città emiliana. La prima notizia certa lo colloca a Genova il 13 ottobre 1361, dove è registrato come cittadino e abitante della città.

Genova fu il centro principale della sua attività. Nel 1364 lavorò agli affreschi della cappella del Palazzo Ducale; nel 1370 fu impegnato per la Loggia dei Mercanti. L’ambiente ligure, aperto ai traffici mediterranei e alle immagini provenienti da ambiti diversi, favorì una pittura di forte impronta devozionale, nella quale Barnaba seppe unire modelli emiliani, accenti bizantineggianti e richiami alla cultura toscana. Il rapporto con Vitale da Bologna, spesso indicato dalla critica, aiuta a comprendere la vitalità narrativa, la tensione espressiva e la ricchezza cromatica di alcune sue opere.

La produzione su tavola ebbe grande fortuna. Le sue Madonne col Bambino mostrano una formula riconoscibile: il fondo oro, il contatto affettuoso tra Madre e Figlio, la linea precisa, le mani sottili, i volti intensi, spesso attraversati da una malinconia trattenuta. A questa tipologia appartengono la Madonna col Bambino firmata e datata 1367 dello Städel Museum di Francoforte, la Madonna della Pinacoteca di Torino e altre tavole conservate a Tortona, Alba, Ventimiglia e in collezioni museali europee e americane.

Barnaba fu attivo anche a Pisa. Le fonti lo collegano al Camposanto e presso il Museo Nazionale di San Matteo sono conservate opere riferite alla sua mano o alla sua cerchia. La mobilità tra Liguria, Piemonte, Emilia e Toscana mostra una carriera ampia, condotta entro una rete di committenze ecclesiastiche e civili.

La sua pittura conserva un carattere arcaizzante, ma la definizione va intesa nel suo contesto. Barnaba lavora per una committenza che cerca immagini solenni, riconoscibili, adatte alla devozione privata e pubblica. Il fondo oro, l’impianto frontale e la dolcezza dei volti costituiscono un linguaggio efficace, stabile, capace di parlare a un pubblico mercantile e religioso molto articolato. Per questo la sua fortuna fu vasta e la sua bottega ebbe una presenza importante nella cultura figurativa ligure del secondo Trecento.

 

 

A.R.

 

 

Bibliografia

 

Franco Renzo Pesenti, “Un apporto emiliano e la situazione figurativa locale”, in La pittura a Genova e in Liguria dagli inizi al Cinquecento, Sagep, Genova, 1970.

 

Enrico Castelnuovo, “Barnaba da Modena”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 6, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 1964.

 

Thieme-Becker, Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, E. A. Seemann, Leipzig, 1907-1950.

 

Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, Giulio Bolaffi Editore, Torino, 1972.