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Angelello di Puccio da Orvietoattivo a Orvieto nella prima metà del XIV secolo
Angelello di Puccio da Orvieto è pittore documentato nel 1339 nel cantiere del Duomo di Orvieto. La notizia lo ricorda insieme al padre e ai fratelli, impegnato nella dipintura del soffitto della cattedrale, con una paga giornaliera di quattro soldi. Il dato, pur breve, è utile per comprendere l’organizzazione del cantiere orvietano nel Trecento. Il Duomo era una fabbrica complessa, nella quale lavoravano pittori, vetrai, mosaicisti, scultori, falegnami, doratori, maestri del marmo e manovali specializzati. Angelello apparteneva a questo sistema di lavoro familiare e collettivo, dove la continuità delle competenze passava spesso dal padre ai figli e dove la bottega partecipava a parti decorative dell’edificio. La decorazione del soffitto richiedeva interventi su legno, colore e ornato. La paga di quattro soldi indica una mansione qualificata, inserita in una gerarchia di compensi che distingueva capimaestri, pittori principali, aiuti e lavoranti. Il nome di Angelello emerge dunque da un’economia concreta del cantiere: giornate di lavoro, salari, materiali, superfici da colorire, tempi di esecuzione. La sua personalità artistica resta affidata al documento. La decorazione originaria del soffitto ha subito trasformazioni e rifacimenti, e nessuna parte può essere isolata con certezza come opera individuale di Angelello. La sua presenza conferma la vitalità della pittura orvietana nel primo Trecento, in un centro dove la grande fabbrica della cattedrale attirava maestranze locali e forestiere, creando un ambiente tecnico aperto e molto articolato.
A.R.
Bibliografia
Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, Giulio Bolaffi Editore, Torino, 1972.
Luigi Fumi, Il Duomo di Orvieto e i suoi restauri, Tipografia dell’Unione Cooperativa Editrice, Roma, 1891.
Guglielmo Della Valle, Storia del Duomo di Orvieto, Lazzarini, Roma, 1791.
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