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Anelli Pino Pino Anelli fu calligrafo e miniatore attivo a Parma nella seconda metà del XIV secolo. Le notizie documentarie lo indicano come figlio di Francesco e lo ricordano in un arco cronologico compreso almeno fra il 1377 e il 1416. Nel 1377 compare come testimone in un atto notarile; nel 1399 è attestato in rapporto al convento benedettino di San Giovanni. La sua attività principale riguarda la scrittura e la decorazione libraria. Il titolo di calligrafo e miniatore lo colloca nel campo della produzione manoscritta, in un ambiente monastico dove codici liturgici, salteri, antifonari, libri corali e testi d’uso religioso richiedevano competenze tecniche precise: impaginazione, scrittura, iniziali ornate, rubriche, fregi e piccoli interventi figurativi. Il convento benedettino di San Giovanni Evangelista fu uno dei luoghi più importanti della cultura religiosa parmense. La presenza di Pino Anelli in questo contesto documenta il ruolo dei miniatori locali nella vita materiale dei monasteri, dove il libro era strumento liturgico, oggetto d’uso quotidiano, bene patrimoniale e supporto visivo della preghiera. La sua opera personale rimane priva di codici identificati con sicurezza. La voce conserva valore soprattutto documentario, perché attesta l’esistenza di un professionista della scrittura e della miniatura a Parma nel 1399, inserito in una rete di rogiti, committenze conventuali e pratiche librarie. In una storia dei pittori del Trecento, Pino Anelli va collocato fra quegli artefici del colore e della pagina che lavoravano accanto ai pittori di tavola e agli affrescatori, con strumenti diversi e con una funzione liturgica altrettanto concreta.
A.R.
Bibliografia
Roberto Lasagni, Dizionario biografico dei Parmigiani, PPS Editrice, Parma, 1999.
Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, Giulio Bolaffi Editore, Torino, 1972.
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