Andrea di Vanni d'Andrea
(Siena 1332 circa - 1413).
 



 

Andrea di Vanni d’Andrea, pittore e uomo politico senese, nacque a Siena intorno al 1332 da Vanni di Andrea e Giacoma di Nannuccio. La sua figura è tra le più caratteristiche del secondo Trecento senese, perché unisce attività artistica, incarichi pubblici e rapporti religiosi con l’ambiente di santa Caterina da Siena.

Nel 1353 Andrea risulta associato a Bartolo di Fredi in una casa della Compagnia della Misericordia; nel 1355 compare nello Statuto dell’Arte dei pittori. La sua formazione si svolse entro la tradizione senese, con attenzione ai modelli di Simone Martini e dei Lorenzetti, filtrati attraverso una pittura elegante, lineare, devota, spesso costruita su figure sottili, panneggi scanditi e fondi preziosi.

Dopo il 1360 seguì lavori di affresco nel Duomo di Siena insieme al fratello Francesco. La sua attività documentata nel Duomo proseguì in varie occasioni, segno di un rapporto continuativo con le istituzioni artistiche cittadine. Nel 1368 fu eletto membro del Gran Consiglio della Repubblica, carica che gli venne riconfermata nel 1370, nel 1372 e nel 1380. La partecipazione politica fu ampia: Andrea ricoprì incarichi pubblici, diplomatici e amministrativi, alternando il servizio alla Repubblica all’attività di pittore.

Nel 1375 si trovava a Napoli, dove eseguì un polittico per la chiesa del castello di Casaluce. Alla stessa fase è collegato il San Giacomo oggi nel Museo di Capodimonte. Il soggiorno meridionale contribuì alla diffusione della pittura senese nell’Italia angioina, in un ambiente ancora sensibile alla preziosità lineare e alla solennità devozionale delle immagini toscane.

Rientrato a Siena, Andrea fu rettore dell’Opera del Duomo e nel 1379 capitano del Popolo. In quello stesso anno dipinse una tavola con il Martirio di san Sebastiano per la chiesa di San Martino, opera oggi perduta. Le sue ultime opere documentate appartengono agli anni finali del secolo e ai primi del Quattrocento. La sua produzione comprende tavole, polittici, affreschi e immagini devozionali, con un linguaggio fedele alla tradizione senese tardogotica.

Il legame con santa Caterina da Siena ebbe rilievo anche nella ricezione dell’artista. Andrea fu vicino all’ambiente cateriniano e la tradizione gli attribuisce il noto ritratto della santa nella chiesa di San Domenico a Siena, immagine che ha avuto lunga fortuna devozionale. La sua opera, nel complesso, mostra una pittura di continuità, conserva e diffonde un modello senese riconoscibile, adatto alla devozione pubblica, alla committenza ecclesiastica e alla rappresentazione dei santi.

 

 

Bibliografia

 

Andrea di Vanni d’Andrea, in Enciclopedia dell’Arte Medievale, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 1991-2000.

 

Miklós Boskovits, La pittura fiorentina alla vigilia del Rinascimento. 1370-1400, Edam, Firenze, 1975.

 

Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, Giulio Bolaffi Editore, Torino, 1972.

 

Ornella Francisci Osti, “Andrea di Vanni”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 3, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 1961.

 

Raimond van Marle, The Development of the Italian Schools of Painting, Martinus Nijhoff, The Hague, 1924.

 

Thieme-Becker, Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, E. A. Seemann, Leipzig, vol. I, 1907.

 

 

A.R.