Andrea di Neri o Nerio
(ricordato fra il 1331 e il 1369)
 


 

Andrea di Neri, o Andrea di Nerio, fu pittore aretino attivo nel XIV secolo. La documentazione lo ricorda a partire dagli anni Trenta: secondo la tradizione critica, fra il 1331 e il 1333 lavorò a Narni. Nel 1341, insieme a Balduccio di Cecco, assunse l’incarico di decorare ad affresco una parete del Duomo di Arezzo.

La sua formazione si colloca nell’ambiente aretino della prima metà del Trecento, segnato dalla ricezione della pittura giottesca e dai rapporti con i centri umbri e toscani. Andrea appartiene alla generazione che precede Spinello Aretino e contribuisce alla definizione di una scuola locale riconoscibile per robustezza narrativa, solennità delle figure e persistenza di modi arcaizzanti. Nelle opere a lui riferite dalla critica moderna si riconosce spesso una cultura figurativa ancora vicina ai modelli del primo Trecento, con figure compatte, fondi dorati, panneggi scanditi e forte attenzione al valore devozionale dell’immagine.

La sua personalità artistica è stata ricostruita attraverso documenti, confronti stilistici e alcune attribuzioni. La tradizione critica lo considera uno dei protagonisti della pittura aretina trecentesca, anche se il catalogo richiede cautela, per la dispersione delle opere e per la frequente difficoltà di distinguere le mani degli artisti attivi nello stesso contesto. Le notizie documentarie restano essenziali: Narni, Arezzo, il Duomo, l’incarico con Balduccio di Cecco.

La sua importanza risiede nel ruolo di raccordo fra la prima cultura giottesca dell’Italia centrale e la successiva fioritura aretina, un passaggio ancora poco divulgato, ma necessario per comprendere l’ambiente da cui usciranno esperienze più note della pittura toscana del tardo Trecento.

 

 

A.R.

 

 

Bibliografia

 

Andrea De Marchi, a cura di, Ritorni. Andrea di Nerio. La Madonna Sarti ad Arezzo, catalogo della mostra, Casa Museo Ivan Bruschi, Arezzo, 2015.

 

Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, Giulio Bolaffi Editore, Torino, 1972.

 

Federico Zeri, “Un problema di Trecento aretino”, in Diari di lavoro 1, Einaudi, Torino, 1971.

 

Ferdinando Bologna, Novità su Giotto, Einaudi, Torino, 1969.

 

Gerhard Schmidt, “Contributi alla pittura aretina del Trecento”, in Paragone, XIX, 221, Sansoni, Firenze, 1968.

 

Wilhelm Bombe, Geschichte der peruginer Malerei bis zu Perugino und Pinturicchio, Julius Bard, Berlin, 1912.