Arte etrusca e italica preromana
Roma arcaica nasce dentro il mondo etrusco-italico. Prima dell’espansione mediterranea e della costruzione della memoria imperiale, la città appartiene a un paesaggio di comunità latine, sabine, falische, etrusche e greco-campane. I colli, le necropoli, il Tevere, il guado, il Foro, il Palatino, il Campidoglio e le vie del sale formano il primo teatro urbano. Roma si sviluppa in una posizione di confine e di scambio, tra Etruria e Lazio, tra interno appenninico e traffici tirrenici.
La fase monarchica, soprattutto con la tradizione dei Tarquini, è legata alla cultura etrusca. Le fonti antiche attribuiscono ai re etruschi grandi opere di urbanizzazione, drenaggio, organizzazione politica e monumentalizzazione. La valle del Foro viene bonificata; il Campidoglio assume un ruolo sacro centrale; la Cloaca Maxima diventa simbolo di controllo tecnico delle acque; il tempio di Giove Ottimo Massimo si afferma come massimo santuario cittadino.
Il tempio capitolino, consacrato secondo la tradizione nel 509 a.C., presenta caratteri etrusco-italici: alto podio, frontalità, triplice cella dedicata a Giove, Giunone e Minerva, decorazione fittile, grande statua di culto. La tradizione ricorda Vulca di Veio come autore della statua di Giove. Questa notizia, pur trasmessa dalle fonti in forma letteraria, indica la fama delle maestranze etrusche nella Roma arcaica.
La terracotta architettonica è decisiva per comprendere il volto della prima monumentalità romana. Acroteri, antefisse, lastre decorate, quadrighe, figure divine e rivestimenti fittili coloravano e proteggevano gli edifici templari. La Roma arcaica doveva apparire molto più policroma e fittile dell’immagine marmorea elaborata dalle fasi successive. Il tempio romano nasce in un orizzonte tecnico e visivo condiviso con Veio, Falerii, Satricum, Lavinium e altri centri dell’Italia centrale.
Satricum, Falerii, Lavinium, Gabii e Praeneste mostrano un ambiente artistico comune fatto di santuari, terrecotte, iscrizioni, votivi, culti femminili, culti guerrieri e rapporti con il mondo greco ed etrusco. Roma partecipa a questa koinè tirrenica e latina, assumendo progressivamente un ruolo dominante. L’identità artistica romana nasce quindi dalla convergenza di eredità etrusche, latine, sabine, greche e italiche.
La cultura politica romana conserva elementi profondamente legati all’ambiente etrusco-italico: auspici, riti di fondazione, fasci, trionfo, segni del comando, culto degli antenati, disciplina templare, rapporto fra magistratura e spazio sacro. La futura arte romana svilupperà queste basi in forme nuove, soprattutto quando il contatto con la Grecia e con l’Oriente ellenistico fornirà modelli figurativi e monumentali più vasti.
Roma arcaica rappresenta la soglia tra arte etrusco-italica e arte romana. Il suo primo linguaggio visivo è fatto di terracotta, legno, tufo, podi, santuari, offerte votive, iscrizioni, bronzi e immagini divine. Da questo terreno nasceranno il Foro, il Campidoglio, la memoria repubblicana e, più tardi, il sistema monumentale dell’impero.
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