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Arte etrusca e italica preromana

 

 

 

 

Parte III — Città etrusche e architettura sacra

L’Etruria storica è una civiltà urbana. Le città sorgono su pianori tufacei, colline, alture, terrazze naturali, aree costiere, approdi e vie interne. Tarquinia, Cerveteri, Veio, Vulci, Chiusi, Orvieto, Vetulonia, Populonia, Volterra, Perugia, Cortona, Arezzo, Fiesole, Marzabotto e Felsina-Bologna formano un sistema di centri distinti per storia, risorse e posizione, collegati da una cultura comune dell’abitato, della necropoli e del santuario.

La città etrusca presenta una struttura territoriale ampia. L’abitato controlla campagne, pascoli, cave, miniere, porti, fiumi, strade e necropoli. Le mura segnano il perimetro urbano; le porte regolano ingresso e difesa; le vie tagliate nel tufo collegano abitati, tombe e aree agricole; i sistemi idraulici governano acque e drenaggi. La città vive in rapporto continuo con il paesaggio circostante.

Le architetture urbane e sacre etrusche erano spesso realizzate con legno, argilla, mattoni crudi e coperture fittili. La conservazione archeologica privilegia fondazioni, muri, fosse, terrecotte architettoniche, depositi votivi e necropoli. Le terrecotte restituiscono l’aspetto colorato e figurato dei templi. Antefisse, sime, lastre di rivestimento, acroteri e statue fittili proteggevano le strutture lignee e trasformavano il tetto in superficie sacra.

Il tempio etrusco presenta spesso alto podio, scalinata frontale, pronao profondo, cella unica o tripartita, forte orientamento dell’ingresso. Vitruvio ne tramanda una descrizione in età romana, utile per comprendere la memoria architettonica di questo tipo edilizio. La frontalità, il podio e la decorazione del tetto definiscono una visione concentrata sulla facciata e sul percorso di accesso. Il fedele sale verso lo spazio divino attraverso un asse cerimoniale.

Veio offre uno dei casi più celebri. Il santuario di Portonaccio ha restituito il gruppo di statue in terracotta attribuito alla cerchia del cosiddetto Maestro dell’Apollo. L’Apollo di Veio, oggi a Villa Giulia, avanzava sul colmo del tetto con passo ampio, veste aderente, volto sorridente e movimento energico. La terracotta policroma consentiva una scultura leggera, visibile dal basso e integrata all’architettura. Il tetto del tempio diventava una scena popolata da figure divine.

Pyrgi, porto di Cerveteri, documenta la dimensione internazionale del santuario etrusco. Le lamine d’oro iscritte in etrusco e fenicio, collegate al sovrano Thefarie Velianas e alla dea Uni-Astarte, mostrano rapporti con il Mediterraneo punico e fenicio. Il santuario costiero agisce come luogo di culto, rappresentazione politica, scrittura pubblica e diplomazia.

Marzabotto, nell’Etruria padana, presenta un impianto urbano regolare, con assi stradali, isolati, aree sacre e quartieri ordinati. L’organizzazione dell’abitato mostra una capacità di pianificazione che colloca l’Etruria tra le grandi culture urbane del Mediterraneo arcaico. Orvieto/Volsinii, con i suoi santuari, rimanda alla dimensione religiosa e politica della lega etrusca.

La città etrusca si comprende attraverso abitato, necropoli, santuario, porto, territorio agricolo, vie commerciali e memoria familiare. Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia mostrano il ruolo della tomba come spazio monumentale parallelo alla città. L’architettura sacra, con podio, terracotta e policromia, fornirà a Roma arcaica una parte decisiva del proprio vocabolario monumentale.

 

 

Bibliografia essenziale

 

Nancy T. de Grummond, Lisa C. Pieraccini, a cura di, Caere, University of Texas Press, Austin, 2016.

P. Gregory Warden, a cura di, The Etruscan World, Routledge, London-New York, 2013.

Ingrid Edlund-Berry, The Iron Age and Etruscan Votive Terracottas from the Vignaccia, Cerveteri, Archaeological Institute of America, Boston, 2009.

Friedhelm Prayon, Die Etrusker. Geschichte, Religion, Kunst, C.H. Beck, München, 2004.

Giovannangelo Camporeale, Gli Etruschi. Storia e civiltà, UTET, Torino, 2000.

Axel Boëthius, Roger Ling, Tom Rasmussen, Etruscan and Early Roman Architecture, Yale University Press, New Haven-London, 1978.

Massimo Pallottino, Etruscologia, Hoepli, Milano, 1942; edizioni successive.