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Arte egea

 

Parte II — Creta minoica: palazzi, affreschi, mare, rito e immagine del potere

Cnosso, Festo, Mallia, Zakros, architettura palaziale, cortili, magazzini, pittura, ceramica, sigilli, tauromachia, processioni.

 

 

 

Creta occupa una posizione decisiva nella storia dell’Egeo. L’isola controlla rotte fra Egitto, Levante, Cicladi, Dodecaneso, Grecia continentale e Anatolia sud-occidentale. Nel III e II millennio a.C. sviluppa una cultura palaziale che l’archeologia moderna, a partire da Arthur Evans, ha chiamato “minoica”, dal nome del mitico Minosse. La terminologia resta convenzionale, ma utile per indicare una civiltà cretese dell’età del bronzo, autonoma e riconoscibile.

La sequenza principale distingue periodo prepalaziale, primi palazzi, secondi palazzi e fase postpalaziale. Nel prepalaziale, villaggi, tombe collettive, ceramiche, sigilli, piccoli oggetti, metallurgia e contatti con Egitto e Levante mostrano una società in crescita. Nel periodo protopalaziale emergono Cnosso, Festo e Mallia; nel neopalaziale si aggiungono Zakros, Hagia Triada, Petras e altri centri. Il palazzo minoico è edificio complesso: cortile centrale, magazzini, scale, appartamenti, sale cerimoniali, bacini lustrali, polythyra, laboratori, archivi, aree di deposito, ambienti decorati. La sua funzione è politica, economica, rituale e amministrativa.

L’architettura minoica privilegia articolazione, percorso, luce, passaggi, cortili e rapporti fra interno ed esterno. Cnosso presenta una struttura labirintica, in parte dovuta alla lunga storia edilizia e alle ricostruzioni moderne. Festo mostra un rapporto più netto con terrazze, scale e cortili. Mallia conserva quartieri e magazzini di grande interesse. Zakros, sulla costa orientale, rivela l’integrazione fra palazzo, porto e traffici verso il Levante. Il palazzo non domina con mura ciclopiche. Si espande come organismo cerimoniale e produttivo.

La ceramica minoica è uno dei vertici dell’Egeo. Lo stile di Kamares, protopalaziale, usa fondi scuri, motivi bianchi, rossi e policromi, superfici sottili, forme eleganti, decorazioni vegetali, spiraliche, astratte. Nel neopalaziale, lo stile marino porta polpi, nautili, alghe, pesci, conchiglie e movimento acquatico sulla superficie dei vasi. Il recipiente diventa corpo fluido. La decorazione gira, avvolge, aderisce alla forma.

La religione minoica si manifesta attraverso simboli ricorrenti: doppia ascia, corna di consacrazione, pilastro, albero, serpenti, montagne, grotte, processioni, figure femminili, animali, tauromachia. Le immagini indicano un sistema rituale centrato su epifanie divine, luoghi naturali e cerimonie palaziali. La figura femminile ha forte presenza: dee, sacerdotesse, offerenti, donne in processione, immagini con serpenti. Il corpo minoico è spesso sottile, elastico, vestito con gonne a balze, corpetti stretti, acconciature elaborate.

Creta minoica costruisce un’immagine del potere meno concentrata sul singolo sovrano rispetto all’Egitto o all’Assiria. L’autorità appare distribuita fra palazzo, rito, processione, oggetti, sigilli, luoghi sacri, amministrazione e cerimonie. Il potere minoico si riconosce nelle infrastrutture della rappresentazione: cortile, archivio, magazzino, affresco, sigillo, vaso cerimoniale.

 

Bibliografia essenziale

Jan Driessen, Ilse Schoep, Robert Laffineur, a cura di, Monuments of Minos: Rethinking the Minoan Palaces, Presses Universitaires de Louvain, Louvain-la-Neuve 2002.

Donald Preziosi, Louise A. Hitchcock, Aegean Art and Architecture, Oxford University Press, Oxford-New York 1999.

Nanno Marinatos, Minoan Religion: Ritual, Image, and Symbol, University of South Carolina Press, Columbia 1993.

Gerald Cadogan, a cura di, The Palaces of Minoan Crete, Routledge, London-New York 1981.

Sinclair Hood, The Arts in Prehistoric Greece, Penguin Books, Harmondsworth 1978.

Arthur Evans, The Palace of Minos at Knossos, Macmillan, London 1921-1935.