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Arte greca

 

Parte XI — Arte greca fuori dalla Grecia
Magna Grecia, Sicilia, Asia Minore, Mar Nero, Egitto tolemaico, Gandhara come eredità lunga da trattare con cautela.

 

 

 

L’arte greca non coincide con la sola Grecia continentale. Dall’VIII secolo a.C. colonie, empori, santuari, città e reti commerciali portano forme greche in Sicilia, Italia meridionale, coste del Mar Nero, Asia Minore, Cirenaica, Egitto, Levante. Ogni area riceve il linguaggio greco e lo trasforma. L’arte greca è una costellazione mediterranea.

La Magna Grecia e la Sicilia producono alcune delle architetture più potenti del mondo greco. Paestum, Selinunte, Agrigento, Siracusa, Metaponto, Taranto, Locri, Crotone mostrano templi dorici di grande scala, spesso con caratteri regionali marcati. Il tempio di Hera I a Paestum, il tempio di Hera II, il tempio di Atena, i templi di Selinunte e la Valle dei Templi di Agrigento dimostrano che l’Occidente greco elabora una monumentalità autonoma, vigorosa, legata a città coloniali ricche e competitive.

La scultura in terracotta architettonica, i pinakes locresi, i bronzi, le antefisse, le metope di Selinunte, le decorazioni templari in Sicilia e Italia meridionale mostrano un linguaggio figurativo vivace. A Locri, i pinakes votivi del santuario di Persefone costruiscono una narrazione religiosa locale fatta di rapimento, nozze, offerta, femminilità, passaggio. La ceramica italiota, soprattutto apula, lucana, campana, pestana e siceliota, sviluppa nel IV secolo a.C. un repertorio teatrale e funerario di grande ricchezza.

L’Asia Minore greca offre un altro capitolo decisivo. Le città ioniche elaborano architettura monumentale, grandi santuari, scultura raffinata, ceramica e modelli urbanistici. Il Mausoleo di Alicarnasso, tomba dinastica di Mausolo e Artemisia, unisce architettura greca, committenza caria, scultura di altissimo livello e ambizione regale. La Ionia è luogo di contatto fra Grecia, Anatolia, Persia e Levante.

Nel Mar Nero, le colonie greche e i regni greco-scitici producono un’arte ibrida. Oro, metalli, ceramiche attiche importate, oggetti di lusso, temi animalistici scitici, figure greche e committenze locali formano un repertorio potente. Le tombe dei territori del Bosforo Cimmerio mostrano come l’arte greca potesse dialogare con aristocrazie nomadi e regni periferici.

L’Egitto tolemaico aggiunge un doppio linguaggio. Alessandria è capitale greca ed ellenistica; i templi dell’Alto Egitto continuano la grammatica faraonica. La scultura tolemaica può assumere volto greco e corpo egizio, o presentare sovrani greci come faraoni. Serapide, Iside e Harpocrate attraversano Mediterraneo e mondo romano. L’arte greca in Egitto diventa arte di traduzione dinastica.

La lunga eredità greca raggiunge anche l’Asia centrale e il Gandhara, attraverso il mondo ellenistico e indo-greco. Qui la forma greco-ellenistica partecipa alla costruzione di immagini buddiste e regali. Questo tema appartiene a un capitolo successivo, perché richiede un’analisi autonoma dell’ellenismo orientale e delle arti dell’Asia.

 

 

 

 

Bibliografia essenziale

 

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Pierre Lévêque, La grande Grèce, Arthaud, Paris 1965.

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