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Arte greca

 

Parte II — Età orientalizzante: animali, mostri, motivi levantini e nascita del repertorio greco


Corinto, Creta, Rodi, Eubea; grifoni, sfingi, leoni, rosette, calderoni, bronzi, avori, contatto con Fenici e Vicino Oriente.

 

Nel VII secolo a.C. il mondo greco entra in una fase di intenso contatto con Fenici, Siria, Cipro, Egitto, Anatolia e Vicino Oriente. Mercanti, artigiani, metalli, avori, tessuti, profumi, ceramiche, bronzi e oggetti di lusso attraversano il Mediterraneo. L’arte greca riceve un repertorio nuovo: sfingi, grifoni, leoni, pantere, capridi, alberi sacri, rosette, palmette, loti, sirene, figure ibride, mostri, fregi animalistici.

Corinto è uno dei centri principali. La ceramica protocorinzia e corinzia sviluppa piccoli formati raffinati, soprattutto aryballoi, alabastra, olpai. Le superfici ospitano animali disposti in fregi continui, rosette di riempimento, figure nere compatte, dettagli incisi, aggiunte in bianco e rosso. Il vaso diventa oggetto di lusso esportabile. La scala ridotta favorisce finezza grafica e densità ornamentale.

Creta, Rodi, Samo, Eubea e le isole egee partecipano allo stesso movimento. I bronzi di Olimpia, i calderoni con protomi di grifo, gli avori intagliati, le dediche nei santuari mostrano che i luoghi sacri diventano centri di accumulo internazionale. Il santuario greco raccoglie oggetti stranieri e oggetti greci ispirati a forme straniere. Qui la competizione aristocratica passa attraverso dono, dedica, esotismo, qualità tecnica.

L’orientalizzante non è semplice imitazione. Gli artisti greci selezionano motivi orientali e li collocano entro nuove strutture narrative. Il repertorio di animali e mostri prepara la figurazione mitica arcaica. La sfinge potrà diventare creatura tebana; il grifone guardiano; il leone emblema di forza; la sirena figura funeraria; il mostro corpo del limite. Il mondo greco trasforma repertori di prestigio in linguaggio poetico e civico.

In questa fase si rafforza anche l’alfabeto greco, derivato da modelli fenici e adattato alla lingua greca. Scrittura, poesia, dedica e immagine entrano in un sistema nuovo. Le iscrizioni sui vasi, sulle dediche e sulle statue cominciano a costruire un rapporto diretto fra nome, oggetto, committente, dio e artista. La cultura figurativa greca nasce insieme a una nuova cultura della parola scritta alfabetica.

L’orientalizzante rappresenta quindi una soglia decisiva. Il segno geometrico viene arricchito da animali, vegetali, mostri e figure. Il vaso, il bronzo e l’avorio si aprono a un Mediterraneo più largo. Il mito trova i propri corpi.

 

Bibliografia essenziale

 

Carolina López-Ruiz, When the Gods Were Born: Greek Cosmogonies and the Near East, Harvard University Press, Cambridge Mass.-London 2010.

Corinna Riva, Nicholas C. Vella, a cura di, Debating Orientalization: Multidisciplinary Approaches to Change in the Ancient Mediterranean, Equinox, London 2006.

Walter Burkert, The Orientalizing Revolution: Near Eastern Influence on Greek Culture in the Early Archaic Age, Harvard University Press, Cambridge Mass.-London 1992.

John Boardman, Early Greek Vase Painting, Thames and Hudson, London 1998.

Jan N. Bremmer, Greek Religion, Oxford University Press, Oxford 1994.

Humfry Payne, Necrocorinthia: A Study of Corinthian Art in the Archaic Period, Clarendon Press, Oxford 1931.