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Antonio Stom (Venezia
1688 – 1734)
L'Arte dello Stom, come annota il
Morassi, è facilmente identificabile: « i colori sono stesi ad impasto
grasso, a pennellate larghe, dando l'impressione d'una pittura a
spatola, più che a pennello; le forme non sono contornate, non hanno un
nitido disegno, bensì risultano dalle macchie del colore, ciò che si
avverte specialmente osservando da vicino le figure, non per nulla dette
« macchiette », cioè dipinti appunto a « macchia ». Ben lontano dai
rigori prospettici di un Carlevarijs, lo Stom si rivela artista estroso,
geniale, portato ad una concezione atmosferica, squisitamente sciolta e
luminosa della pittura. In questo senso e nel valore fantastico ed
evocativo delle sue immagini, lo Stom, ebbe un posto ben identificabile
nell'arte del suo tempo e fu di stimolo alla stessa formazione di
Antonio Guardi. Nel vedutismo ha una posizione personale che si stacca
da quella più realistica ed obiettiva di un certo gusto che si andava
affermando per seguire soltanto i dettami più profondi delle sue
aspirazioni formali. |