All'Accademia di Venezia,
dal 1864 al 1870,
č allievo
del Grigoletti, Nani, Moja e
Molmenti. Esordisce con scene d'interni, caratterizzate da una vena
narrativa e popolaresca.
Entrato in contatto con
Federico Zandomeneghi, ed influenzato
dall'amico
Guglielmo Ciardi, si avvicina alla pittura macchiaiola.
Dal 1878 si dedica anche alla
ritrattistica. I suoi dipinti iniziano a rivelare
un'adesione al vero ed agli effetti
della luce, sempre dotati di un'eccezionale accuratezza
descrittiva. "Sapido
indagatore dell'ambiente popolare in dipinti dalla presentazione
accurata, arguti, pettegoli, č il «sottile interprete della nuova
societą veneziana, ritrattista e creatore di scene di genere attraverso
le quali illustra la vita quotidiana, in modo dimesso e pieno di amorosa
attenzione»" (Zampetti 1980).
Nel 1879 si reca a Parigi, assieme al
Ciardi,
in occasione della Mostra Universale
e conosce il Meissonier
e il Fortuny. I soggetti dei suoi dipinti:
costumi settecenteschi; pittoreschi
abbigliamenti popolari veneziani; piccoli
quadretti di genere ispirati alla vita popolare, incontrano
incondizionatamente i favori del collezionismo locale, francese ed
inglese.
Si spegne a Venezia il 12 giugno
1887.
A.R.
BIBLIOGRAFIA:
AA.VV.:
La Pittura in Italia - L'ottocento -
Electa, Milano 1991
Dizionario
Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall'XI al XX
secolo, Torino 1972
A.
M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani
moderni, Milano 1962
Thieme-Becker, Allgemeines
Lexikon der bildenden Künstler,
Leipzig 1992