Figlio di Michele
e nipote di Giuseppe (pittori), da questi iniziato alla pittura,
proseguì gli studi artistici all'Accademia di Brera, sotto la guida di
Gaetano Durelli. Nel 1828
entrò alla scuola di architettura, l'anno successivo a quella di
prospettiva.
Si dedicò a soggetti architettonici, replicati più volte con leggere
differenze d'inquadratura, a vedute prospettiche milanesi, al paesaggio.
La pittura prospettica del Bisi, in una produzione
di tipo seriale che ricorda le litografie d'autore, ne decretò il
successo presso il collezionismo dell'epoca.
Al Museo di Milano sono conservati quattordici, tra disegni ed
acquerelli, datati tra il 1831 e il 1834, riguardanti il Duomo,
Sant'Ambrogio, Sant'Eustorgio, San Marco e San Lorenzo a Milano. Nel
1842 collaborò, con una serie di
incisioni,
alla nuova edizione dei Promessi Sposi. Nel 1851 succedette a Francesco
Durelli alla cattedra di prospettiva. Nel 1880
gli venne conferita la nomina a presidente dell'Accademia di Brera.
Negli ultimi anni si dedicò alla risistemazione dei dipinti della
Pinacoteca, tra cui il riordinamento delle opere di Raffaello.
BIBLIOGRAFIA:
Thieme-Becker, Allgemeines
Lexikon der bildenden Künstler,
Leipzig 1992
AA.VV.:
La Pittura in Italia - L'ottocento -
Electa, Milano 1991
Dizionario
Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall'XI al XX
secolo, Torino 1972
A.
M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani
moderni, Milano 1962