Bicci di Lorenzo

Firenze, 1368/1373 circa – 1452

 

 

Bicci di Lorenzo fu pittore fiorentino attivo tra la fine del Trecento e la prima metà del Quattrocento. Nacque probabilmente intorno al 1368, secondo la dichiarazione d’età contenuta nella portata catastale del 1446, oppure intorno al 1373 secondo altre ricostruzioni. Era figlio del pittore Lorenzo di Bicci e di Lucia d’Angelo da Panzano. Alla morte del padre assunse la direzione della bottega familiare, che avrebbe poi continuato con il figlio Neri di Bicci, diventando una delle officine più longeve e produttive della Firenze del primo Rinascimento.

La sua formazione si svolse accanto al padre. Nei primi anni molte opere mostrano infatti una stretta continuità con Lorenzo di Bicci: impianti tradizionali, fondo oro, colori chiari, costruzione ordinata dello spazio devozionale. A questa fase sono collegati il tabernacolo del Madonnone, il tabernacolo di via Centostelle e il trittico di Santa Maria Assunta a Stia.

Bicci operò in un momento di trasformazione profonda della pittura fiorentina. Nella sua lunga attività vide affermarsi Lorenzo Monaco, Gentile da Fabriano, Masaccio, Beato Angelico, Filippo Lippi. La sua pittura accolse alcuni elementi del Gotico internazionale, soprattutto nella grazia delle figure, nella delicatezza delle linee, nella cura ornamentale dei tessuti e degli sfondi. Rimase però legata a un linguaggio accessibile, stabile, adatto a una committenza ampia: chiese cittadine, pievi, confraternite, famiglie, enti religiosi.

Tra il 1429 e il 1434 partecipò alla decorazione della Cappella Compagni in Santa Trinità a Firenze, dove lavorarono anche Stefano d’Antonio e Bonaiuto di Giovanni. Nel 1445 iniziò la decorazione del coro di San Francesco ad Arezzo, poi portata a termine da Piero della Francesca. La bottega di Bicci apparteneva ancora al sistema produttivo tardogotico, ma operava negli stessi luoghi in cui si stava formando una nuova pittura prospettica e rinascimentale.

La fortuna di Bicci di Lorenzo dipese dalla solidità della bottega. La sua produzione fu vasta e destinata a pubblici diversi. Fu un professionista autorevole, capace di garantire immagini corrette, devote, ben eseguite, rispondenti alle richieste della committenza. La sua posizione aiuta a comprendere la Firenze del primo Quattrocento fuori dalla linea dei soli innovatori: una città nella quale la pittura moderna conviveva con una domanda ancora ampia di forme tradizionali, ordinate e riconoscibili.

 

 

Bibliografia

 

Cecilia Frosinini, “Il passaggio di gestione in una bottega pittorica fiorentina del primo Rinascimento: Lorenzo di Bicci e Bicci di Lorenzo”, in Antichità Viva, XXV, Edam, Firenze, 1986.

 

Miklós Boskovits, La pittura fiorentina alla vigilia del Rinascimento. 1370-1400, Edam, Firenze, 1975.

 

Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, Giulio Bolaffi Editore, Torino, 1972.

 

Emma Micheletti, “Bicci di Lorenzo”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 10, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 1968.

 

Giorgio Vasari, Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, Giunti, Firenze, 1568.