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Andrea da GemonaAndrea Moranzone o Moranzoni Attivo nella seconda metà del XIV secolo; morto prima del 27 aprile 1398
Andrea Moranzone, Pala d’altare a rilievo con episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, 1391, legno intagliato, dorato e dipinto, Gemona del Friuli, Duomo di Santa Maria Assunta. Fonte: Patrimonio Culturale FVG.
Andrea da Gemona è nome la cui documentazione oggi disponibile consente dammi un particolareddi identificarlo con Andrea Moranzone, intagliatore veneziano attivo nella seconda metà del Trecento, appartenente a una famiglia di maestri del legno destinata ad avere un ruolo nella produzione di ancone, cornici e complessi d’altare tra Venezia, Friuli e area adriatica. Le fonti lo indicano come figlio di Marco Moranzone; nel 1367 è già documentato a Venezia, dove compare in rapporto con pittori impegnati nella realizzazione di opere sacre. Il suo nome è legato soprattutto alla grande ancona lignea con Storie dell’Antico e del Nuovo Testamento, commissionata il 18 luglio 1391 per l’altare maggiore del duomo, o pieve, di Santa Maria Assunta a Gemona del Friuli, e collocata entro il maggio 1392. L’opera, gravemente danneggiata da un incendio, era composta in origine da trentatré bassorilievi, tre dei quali perduti; completavano il complesso un gruppo dell’Annunciazione e una tavola dipinta con santi, destinata probabilmente alla copertura feriale dell’ancona. La vecchia indicazione secondo cui Andrea sarebbe stato incaricato di “dipingere una tavola d’altare” va quindi corretta. Il documento riguarda un’opera più complessa: un’ancona lignea intagliata, dorata e policroma, nella quale scultura, pittura e finitura a gesso collaboravano alla resa narrativa. In questo tipo di manufatto il confine moderno fra pittore, intagliatore e doratore risulta poco adatto: l’altare era un organismo unitario, affidato a competenze diverse e spesso prodotto entro reti di bottega. La critica ha rilevato nell’opera gemonese un intaglio piuttosto sommario, affidato in larga parte alla successiva preparazione pittorica, ma anche una narrazione vivace, con figure animate e scene costruite per sequenza più che per rigorosa organizzazione spaziale. Prima della commissione di Gemona, Andrea Moranzone è documentato in contesti veneziani e adriatici. Nel 1386 collaborò con altri maestri, tra cui Donato, Catarino e Pietro di Nicolò, alla realizzazione di una croce e di due ancone per il convento domenicano di San Platone a Zara. Questi dati collocano la sua attività entro una circolazione lagunare ampia, dove opere e botteghe veneziane raggiungevano il Friuli e la costa dalmata attraverso committenze ecclesiastiche, intermediari, vie d’acqua e trasporti organizzati. Nel caso dell’ancona di Gemona, gli studi recenti hanno sottolineato proprio il carattere “a distanza” della commissione: l’opera doveva essere trasportata da Venezia a Portogruaro e quindi a Gemona, probabilmente lungo itinerari fluviali collegati al Tagliamento. Il riferimento a Gemona deriva dunque dall’opera conservata e dalla committenza friulana, più che da una sicura origine locale dell’artista. Andrea fu verosimilmente veneziano; la sua presenza nella storia artistica friulana dipende dall’ancona del duomo, che resta la sola opera conservata attribuibile con certezza. Il contratto gemonese richiamava inoltre come modello un’ancona dell’altare maggiore della chiesa di Sant’Andrea a Venzone, oggi perduta, che alcuni studiosi hanno ipoteticamente riferito allo stesso maestro. Andrea risultava già morto in un atto ferrarese del 27 aprile 1398, nel quale compare il figlio Lorenzo. La sua attività proseguì nella generazione successiva attraverso i figli Antonio, Caterino, Lorenzo e Matteo, anch’essi legati alla produzione di opere lignee, cornici, ancone e complessi d’altare. Bibliografia essenziale
Valentina Baradel, “Diramazioni adriatiche di botteghe veneziane. L’isola di Veglia (Krk), da Paolo Veneziano a Jacobello del Fiore”, in Valentina Baradel, Cristina Guarnieri, a cura di, Arte e cultura tra Venezia e il Quarnaro, Padova, 2019 circa.
Lucia Sartor, “Moranzone Andrea”, in Dizionario Biografico dei Friulani. Nuovo Liruti, Deputazione di Storia Patria per il Friuli, 2016.
Lucia Sartor, “Andrea e Caterino Moranzone e il Friuli Venezia Giulia”, in Artisti in viaggio 1300-1450. Presenze foreste in Friuli Venezia Giulia, atti del convegno, Villa Manin di Passariano, 15-16 novembre 2002, Forum, Udine, 2003.
Ulrich Thieme, Felix Becker, Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, vol. XXV, E. A. Seemann, Leipzig, 1931; ristampa 1992.
Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, Torino, 1972.
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