Fausto Zonaro (Masi 1854 - Sanremo 1929)

 

 

 

 

 

Dopo una prima educazione artistica presso l'architetto Federico Cordenons, a Lendinara, fu all'Accademia Cignaroli di Verona sotto la guida di Napoleone Nani, con Milesi e Dall'Oca Bianca. Esordì nel 1883 con soggetti di genere e di figura, di agile verismo narrativo, trattando sia l'olio che l'acquerello. Dopo un viaggio a Parigi nel 1888, nel 1891 Fausto Zonaro si recò a Costantinopoli, chiamato alla corte del sultano Abdul Hamid, dove ebbe un tale successo e considerazione, da ottenere persino la dignità di Pascià. Di quel periodo, poco si conosce se non attraverso i suoi grandi quadri di soggetto orientale: La preghiera dei dervisci, Veduta del Bosforo, Odalisca. Costretto a rimpatriare nel 1910, in seguito alla rivoluzione turca, si stabilì prima a Roma, dove apre una scuola d'arte assieme allo scultore E. Biondi, e dal 1911, definitivamente, a San Remo. Continuò a dipingere ninfe e baccanti, ma anche un gran numero di paesaggi e marine della riviera ligure e dell'immediato entroterra.

Tra i suoi soggetti ricorrenti: vedute della Turchia, scene orientali, parigine e veneziane, vedute e marine liguri, ritratti e figure femminili.

 

 

A.R.

 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

AA.VV.: La Pittura in Italia - L'ottocento - Electa,  Milano 1991

 

Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall'XI al XX secolo, Torino 1972

 

A. M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani moderni, Milano 1962

 

Thieme-Becker, Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler, Leipzig 1992