Giorgio Morandi (Bologna 1890 - 1964)

 


Nel 1913 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Bologna. L'anno seguente espone alla Galleria Sprovieri assieme ai Futuristi, con i quali, tuttavia, i contatti sono piuttosto marginali: infatti Morandi può partecipare alla II Mostra della Secessione romana che rimane loro interdetta. Dopo un momento di grande interesse per Rousseau il Doganiere, la successiva lettura degli articoli della rivista "La Raccolta" lo avvia verso la poetica metafisica. Le opere realizzate tra il 1918 e il 1919 si caratterizzano per un comporre serrato e rigoroso, volto ad un'attenta sintesi del dato oggettivo. L'affermarsi di una sempre maggiore attenzione alla fisicità delle cose induce Morandi ad accostarsi a "Valori Plastici ". Dallaseconda metà degli anni Venti è in rapporti con il Novecento italiano: espone assieme al gruppo della Sarfatti a Milano e all'estero. In questi stessi anni realizza una serie di disegni e di incisioni per "L' Italiano" di Longanesi e  "Il Selvaggio " di Maccari. Le sue indubbie capacità di acquafortista gli consentono di ottenere, senza aver vinto alcun concorso, la cattedra di tecniche dell'incisione all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Se nella prima metà degli anni Trenta le sue nature morte constano di poche cose, realizzati con colore corposo, poi si assiste ad un moltiplicarsi degli oggetti ed alla comparsa di pigmenti più accesi: dei rossi e dei blu. Nel 1932, "L' Italiano " dedica a Morandi un intero fascicolo, contenente anche uno scritto di Soffici. Qualche anno dopo, nel 1939, Beccaria scrive la prima monografia sul Bolognese. Durante la Seconda Guerra Mondiale, a Grizzana - un paese sugli Appennini dove fin da giovane andava in villeggiatura - Morandi dipinge numerosi paesaggi. Nel 1948 la Biennale gli assegna il Primo Premio per la pittura.

 

 

Patrizia Fasolato

 

 

 

tratto da Punti di Vista  per gentile concessione di: © Edizioni della Laguna