Walter Bodmer

 

(Basilea, 12 agosto 1903 – 3 giugno 1973)

 

 


 

Walter Bodmer fu pittore, scultore, disegnatore e docente svizzero, tra le figure rilevanti dell’astrazione basilese del Novecento. Il suo rapporto documentato con il vetro di Murano si concentra nel progetto del Gatto asimmetrico, realizzato nel 1955 dal Centro Studio Pittori Arte Vetro. Bodmer intervenne come artista autore del disegno e delle indicazioni formali; la lavorazione della materia fu affidata alle competenze tecniche del laboratorio muranese.[1]

Dal 1919 al 1923 frequentò il corso di pittura dell’Allgemeine Gewerbeschule di Basilea, la scuola cittadina di arti applicate. Nell’inverno 1927-1928 soggiornò a Parigi e a Collioure con Otto Abt e Walter Kurt Wiemken. Il confronto con la pittura francese accompagnò i primi tentativi di superare la rappresentazione naturalistica, ancora legata alla formazione postimpressionista. Negli anni successivi viaggiò in Spagna e in Italia; le fonti consultate documentano spostamenti e soggiorni, senza confermare un trasferimento pluriennale in territorio spagnolo. Nel 1932 Hein Heckroth lo introdusse alla monotipia, tecnica che Bodmer utilizzò durante il passaggio verso una costruzione più libera e astratta dell’immagine.[2]

Nel 1933 partecipò alla fondazione della Gruppe 33, nata a Basilea in reazione agli orientamenti conservatori della locale sezione della Società svizzera dei pittori, scultori e architetti. L’associazione riuniva artisti di formazione diversa e assunse una posizione dichiaratamente antifascista. Bodmer vi rimase fino al 1958. Nel 1937 entrò nel comitato direttivo di Allianz, organizzazione svizzera che raccoglieva artisti astratti, concretisti e surrealisti. Il suo rapporto con Allianz maturò quindi all’interno dell’avanguardia elvetica e risulta indipendente dai precedenti viaggi in Spagna.[3]

Intorno al 1936 elaborò i primi Drahtbilder, costruzioni nelle quali fili metallici, lamine e piccoli elementi plastici erano disposti davanti a un fondo, spesso bianco. La linea acquistava una presenza materiale: si staccava dalla superficie, proiettava ombre e delimitava spazi reali. Questa ricerca proseguì nei rilievi e nelle sculture in ferro, dove pittura e costruzione plastica si incontrano attraverso sovrapposizioni, vuoti e sottili variazioni di profondità. Dal 1939 Bodmer insegnò alla Gewerbeschule di Basilea, occupandosi soprattutto del disegno della figura e dell’anatomia artistica.[4]

Nel febbraio 1932 espose alla Kunsthalle Basel in una rassegna con Otto Abt, August Suter e Walter Kurt Wiemken; l’indicazione, diffusa in alcuni profili biografici, di una prima mostra personale richiede quindi una correzione. Nel 1944 partecipò nella stessa istituzione a Konkrete Kunst, ampia ricognizione internazionale nella quale figuravano, fra gli altri, Hans Arp, Max Bill, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Piet Mondrian e Sophie Taeuber-Arp. Nel 1947 espose alla Kunsthalle di Berna con Leo Leuppi, Alexander Calder e Fernand Léger. Partecipò alla XXVIII Biennale di Venezia nel 1956 e alla seconda documenta di Kassel nel 1959. Sempre nel 1956 ricevette il premio nazionale per la Svizzera nell’ambito del Guggenheim International Award; nel 1968 gli fu conferito il Kunstpreis der Stadt Basel.[5]

Il contributo di Bodmer alla storia del vetro muranese è attestato dall’Asymmetrische Katze, o Gatto asimmetrico, conservato presso l’Historisches Museum Basel. L’opera, alta trenta centimetri, è costituita da vetro colorato trasparente con decorazione opaca applicata a caldo. Venne realizzata nel 1955 dal Centro Studio Pittori Arte Vetro di Murano e presentata nello stesso anno alla mostra Glaskunst aus Murano del Gewerbemuseum di Basilea. Il museo la acquistò insieme alla Capra di Pablo Picasso, a Strahlen di Gio Ponti e a Rakete di Gino Krayer. Una lettera datata 25 novembre 1955 precisava che questi oggetti erano stati eseguiti dal Centro sulla base dei disegni originali e delle indicazioni degli artisti.[6]

La documentazione museale non registra il nome del maestro vetraio o della fornace incaricata dell’esecuzione. L’attribuzione deve pertanto distinguere Walter Bodmer, autore del progetto, dal Centro Studio Pittori Arte Vetro, responsabile della realizzazione muranese. L’iniziativa promossa da Egidio Costantini confluirà nella Fucina degli Angeli, denominazione affermatasi negli anni immediatamente successivi.

Bodmer mostrò riserve nei confronti del risultato. Secondo la scheda dell’Historisches Museum Basel, il materiale e la tecnica impiegati non restituivano pienamente il carattere severamente astratto del disegno. Nel vetro la figura animale acquistava un volume compatto e una presenza narrativa più marcata; nel progetto originario, invece, il profilo doveva probabilmente conservare quella leggerezza lineare che caratterizzava i Drahtbilder. Il Gatto asimmetrico documenta così una traduzione problematica ma storicamente significativa: il passaggio dal segno sottile e spaziale di Bodmer alla massa luminosa del vetro, mediato dalle scelte tecniche del laboratorio muranese.[7]

 

 

Giorgio Catania

 

 

Note

[1] SIK-ISEA registra Walter Bodmer come pittore e scultore nato a Basilea il 12 agosto 1903 e morto nella stessa città il 3 giugno 1973. Il Dizionario storico della Svizzera concorda sul 12 agosto, ma indica come data di morte il 13 giugno. Il profilo commemorativo di Dorothea Christ reca invece nel titolo «14. August 1903 bis 3. Juni 1973». Per la nascita è stata accolta la concordanza fra SIK-ISEA e Dizionario storico della Svizzera; per la morte, quella fra SIK-ISEA, il repertorio delle collezioni Netter e la pubblicazione commemorativa del 1973.

[2] Tapan Bhattacharya, «Bodmer, Walter», in Dizionario storico della Svizzera, versione del 19 dicembre 2024; Walter Tschopp, Walter Bodmer. Maler und Plastiker 1903–1973. Zwischen Surrealismus und Konstruktion, pp. 15-38. Le fonti riportano gli studi alla Gewerbeschule dal 1919 al 1923, il soggiorno a Parigi e Collioure nel 1927-1928 e i viaggi in Spagna e Italia.

[3] Bodmer fu tra i fondatori della Gruppe 33 nel 1933, uscendone nel 1958; dal 1937 fece parte del direttivo di Allianz. Le due associazioni conservarono strutture e programmi distinti.

[4] Il Dizionario storico della Svizzera colloca nel 1936 l’avvio dei Drahtbilder e nel 1939 l’inizio dell’insegnamento alla Gewerbeschule. Maria Netter esaminò precocemente il rapporto fra pittura, filo metallico e costruzione plastica nell’articolo del 1949.

[5] L’archivio della Kunsthalle Basel documenta nel febbraio 1932 una mostra con Otto Abt, Walter Bodmer, August Suter e Walter Kurt Wiemken; registra inoltre la partecipazione di Bodmer a Konkrete Kunst nel 1944. La Kunsthalle Bern conferma la mostra del maggio 1947. SIK-ISEA conserva fotografie dell’allestimento delle opere di Bodmer nel padiglione svizzero alla XXVIII Biennale di Venezia; l’archivio ufficiale di documenta lo include fra gli artisti della seconda edizione del 1959. Il comunicato della Solomon R. Guggenheim Foundation del 7 novembre 1956 indica Bodmer fra i vincitori dei premi nazionali e continentali da mille dollari, quale rappresentante della Svizzera.

[6] Historisches Museum Basel, inventario 1955.8.GM, Glasobjekt Asymmetrische Katze. La scheda assegna il progetto a Walter Bodmer, la realizzazione al Centro Studio Pittori Arte Vetro, la data al 1955 e registra un’altezza di trenta centimetri. La mostra basilese fu recensita da Maria Netter in Das Werk, nel dicembre 1955.

[7] La valutazione dell’esito deriva dalla documentazione dell’Historisches Museum Basel, secondo la quale la materia e la tecnica del vetro non rendevano pienamente giustizia all’astrazione del disegno e Bodmer affrontò con difficoltà il progetto. L’interpretazione del rapporto fra profilo lineare e volume vitreo è una lettura formale dell’opera alla luce dei suoi Drahtbilder.

 

 

Bibliografia

Tapan Bhattacharya, «Bodmer, Walter», in Dizionario storico della Svizzera, versione del 19 dicembre 2024.

Walter Tschopp, Walter Bodmer. Maler und Plastiker 1903–1973. Zwischen Surrealismus und Konstruktion, Editions Galerie «zem Specht», Basilea 1985.

Dorothea Christ, «Walter Bodmer 14. August 1903 bis 3. Juni 1973», in Basler Stadtbuch 1973, Christoph Merian Stiftung, Basilea 1973, pp. 209-218.

Walter Bodmer, Otto Tschumi, Teruko Yokoi, catalogo della mostra, Kunsthalle Basel, Basilea 1964.

Maria Netter, «Glaskunst aus Murano», in Das Werk. Architektur und Kunst, vol. 42, n. 12, Zurigo 1955, pp. 405-410.

Maria Netter, «Walter Bodmers Bilder und Drahtplastiken», in Das Werk. Architektur und Kunst, vol. 36, n. 6, Zurigo 1949, pp. 195-199.