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Ugo Blasi
(1907-1992)
Ugo Blasi fu pittore, disegnatore e progettista di arti applicate. La sua attività si svolse soprattutto all’interno del servizio artistico dell’E.N.F.A.P.I., divenuto nel dopoguerra E.N.A.P.I., ente nazionale impegnato nella promozione dell’artigianato e della piccola industria attraverso concorsi, mostre, raccolte di modelli e collaborazioni fra artisti e botteghe.[1] Il rapporto con il vetro di Murano costituisce un settore specifico di una ricerca estesa all’oreficeria, ai metalli, alla ceramica, all’alabastro e all’arredamento. Blasi operava come disegnatore-progettista: studiava la forma dell’oggetto, predisponeva modelli e decorazioni e ne affidava l’esecuzione agli artigiani individuati dall’ente. Questa funzione emerge già alla VI Triennale di Milano del 1936, dove furono presentati ornamenti in materiali non preziosi elaborati nell’ambito dell’E.N.F.A.P.I. Nel 1941 pubblicò sulla rivista Cellini un articolo dedicato alle possibilità estetiche della galalite, delle pietre sintetiche e di altri materiali economici, illustrato con spille, fermagli e fibbie prodotti da ditte specializzate.[2] La sua concezione del progetto nasceva dal confronto con tecniche diverse e dalla ricerca di forme adatte alla produzione artigianale. Il contributo al vetro muranese meglio documentato risale alla VII Triennale di Milano del 1940. Nella mostra dell’ente fu presentata una bottiglia in vetro soffiato e inciso su disegno di Blasi, eseguita da Guglielmo Barbini di Murano. L’Archivio storico della Triennale conserva la fotografia dell’opera e alcune riprese dei relativi bozzetti per incisione in cristallo. La manifestazione si svolse dal 6 aprile al 23 giugno 1940.[3] La bottiglia presenta un corpo ampio, un collo slanciato e un tappo ad anello. Sulla parete corre una fascia figurata composta da alberi, architetture e personaggi, disposti come una narrazione continua. Il disegno sfrutta la trasparenza del vetro e la sovrapposizione ottica delle incisioni, distribuendo le figure senza appesantire il volume. L’attribuzione può essere formulata con precisione: progetto decorativo di Ugo Blasi, esecuzione di Guglielmo Barbini; la scheda archivistica non indica separatamente la fornace che realizzò il corpo soffiato. Il linguaggio grafico appartiene al clima delle arti decorative italiane degli anni Trenta, alimentato dall’attività di Gio Ponti, dalle pagine di Domus e dalle esposizioni della Triennale. La chiarezza del profilo, il ritmo delle figure stilizzate e l’incontro fra una forma d’uso riconoscibile e una decorazione narrativa spiegano la definizione di gusto pontiano spesso applicata all’opera. Nel lavoro di Blasi emerge tuttavia una trama figurativa più fitta, legata alla sua formazione pittorica e alla consuetudine con il disegno destinato all’incisione. Nel dopoguerra proseguì l’attività presso l’E.N.A.P.I. Alla IX Triennale di Milano del 1951 affiancò Gino Frattini nella cura della sezione dell’ente. Nella stessa rassegna la Società Cooperativa Artieri dell’Alabastro di Volterra presentò coppe e alzate realizzate su suo disegno, accanto a opere progettate da Alberto Viani, Carlo Corvi, Emilio Greco e Romano Vio.[4] Nel 1956 Blasi partecipò alla giuria del XIV Concorso nazionale della ceramica di Faenza in rappresentanza dell’E.N.A.P.I.; il catalogo lo qualifica come pittore dell’Ufficio artistico dell’ente a Roma.[5] Nel quadro delle conoscenze oggi verificabili, la bottiglia esposta nel 1940 costituisce il documento più preciso del suo contributo al vetro di Murano. Blasi vi appare nella funzione che caratterizza l’intera carriera: progettista capace di tradurre un’idea figurativa in indicazioni adatte alla materia, affidando alla competenza dell’esecutore la realizzazione dell’oggetto.
Giorgio Catania
Note[1] Elena Longo, «Un ricordo di Ugo Blasi (1907-1992). Appunti di lavoro dall’Italia centro-meridionale di un funzionario del servizio artistico dell’E.N.A.P.I.», in Faenza, LXXXII, 1996, nn. 1-3, pp. 67-77. L’indice della rivista registra il contributo a p. 67 e il testo successivo a p. 78. [2] Antonella Capitanio definisce Blasi «disegnatore-progettista» inserito nell’E.N.F.A.P.I. e documenta i suoi progetti per oreficeria e metalli. Ugo Blasi, «Il gioiello senza impiego di materie preziose e il suo orientamento artistico», in Cellini, II, 1941, n. 2, pp. 5-7. Gli ornamenti illustrati nell’articolo erano stati presentati nella sezione E.N.F.A.P.I. della VI Triennale di Milano del 1936. [3] Fondazione La Triennale di Milano, Archivio fotografico, VII Triennale, schede Bottiglia di vetro soffiato e inciso di Ugo Blasi, codice IMM-3u030-0003572, e Bozzetti per incisione in cristallo di Ugo Blasi, codici IMM-3u030-0003568 e IMM-3u030-0003569. La prima scheda registra espressamente il disegno di Blasi e l’esecuzione di Guglielmo Barbini di Murano. [4] Catharine Rossi documenta la collaborazione di Ugo Blasi con Gino Frattini nella sezione E.N.A.P.I. della IX Triennale. Davide Turrini registra fra le opere presentate dalla Cooperativa Artieri dell’Alabastro di Volterra le coppe e le alzate progettate da Blasi; cfr. L’E.N.A.P.I. alla IX Triennale di Milano 1951, Squarci, Roma 1951, pp. 19-30. [5] Il catalogo del XIV Concorso nazionale della ceramica, Faenza 1956, annovera nella giuria «Ugo Blasi, dell’Ufficio Artistico dell’E.N.A.P.I. di Roma». La banca dati del Premio Faenza lo identifica come disegnatore-progettista e rappresentante dell’ente.
BibliografiaAntonella Capitanio, «L’arte orafa nelle pagine di “Cellini”», in OADI. Rivista dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia, n. 18, dicembre 2018. Davide Turrini, «Gli Artieri dell’alabastro di Volterra. Manifattura e design, 1923-1957», in MD Journal, n. 6, dicembre 2018, pp. 52-67. Catharine Rossi, Crafting Design in Italy: From Post-war to Postmodernism, Manchester University Press, Manchester 2015. Elena Longo, «Un ricordo di Ugo Blasi (1907-1992). Appunti di lavoro dall’Italia centro-meridionale di un funzionario del servizio artistico dell’E.N.A.P.I.», in Faenza, LXXXII, 1996, nn. 1-3, pp. 67-77. XIV Concorso nazionale della ceramica, catalogo della mostra, Museo Internazionale delle Ceramiche, Faenza 1956. L’E.N.A.P.I. alla IX Triennale di Milano 1951, Squarci, Roma 1951. Ugo Blasi, «Il gioiello senza impiego di materie preziose e il suo orientamento artistico», in Cellini, II, 1941, n. 2, pp. 5-7.
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