Dario Succi è nato a
Cividale del Friuli nel 1940 e risiede a Gorizia e Meduna di Livenza
(TV). Laureatosi all'Università di Pisa, si è specializzato nello studio
della pittura e dell'incisione veneziane dal Seicento all'Ottocento.
Dopo aver esordito
curando i cataloghi delle mostre: Le incisioni di Michele Marieschi
(Musei Provinciali, Gorizia 1981), Da Carlevarijs ai Tiepolo,
incisori veneti e friulani del Settecento
(Museo Correr, Venezia 1983), Giambattista Tiepolo, il segno e
l'enigma (Museo di Ca' Rezzonico, Venezia 1985), I Tiepolo,
virtuosismo e ironia (Villa Morosini, Mirano 1988), è stato
impegnato in una serie di importanti rassegne, allestite con cadenza
annuale presso il Museo Civico del Castello di Gorizia, nell'ambito di
un programma di rivisitazione della pittura veneziana del Settecento:
Canaletto & Visentini (trasferita al Museo di Ca' Pesaro, Venezia
1986), Guardi, metamorfosi dell'immagine (1987), Capricci
veneziani del Settecento (1988), Marieschi, tra Canaletto e
Guardi (1989).
Nel decennio
successivo ha curato i cataloghi di varie mostre, tra cui Marco Ricci
e il paesaggio veneto del Settecento (Palazzo Crepadona, Belluno
1993), Carlevarijs e la veduta veneziana del Settecento
(Palazzo della Ragione, Padova 1994), Canaletto et Bellotto (Musée
Jenisch, Vevey 1994), Von Canaletto bis Tiepolo (Anhaltische
Gemaldegalerie Dessau, 1995), Bernardo
Bellotto detto il Canaletto
(Villa Morosini, Mirano 1999).
Nello stesso periodo
ha collaborato (con Rainer Michael Mason, André Corboz e Annalia Delneri)
al catalogo della mostra Une Venise imaginarie
(Cabinet des Estampes du Musée d'Art et d'Histoire, Ginevra 1991),
nonché (con Mina Gregori e Pietro Zampetti) all'esposizione su
Antonio Francesco Peruzzini (Mole Vanvitelliana, Ancona 1997).
Recentemente ha
curato, con A. Delneri, i cataloghi delle mostre: Canaletto, una
Venecia imaginaria nelle sedi espositive del Museo
Thyssen-Bornemisza, Madrid e del Centre de Cultura Contemporania,
Barcellona, 2001), Da Canaletto a Zuccarelli, il paesaggio veneto del
Settecento allestita nella magnifica residenza di campagna di
Ludovico Manin, ultimo doge della Repubblica di Venezia (Villa
Manin di Passariano, Udine 2003).
È autore di vari
libri, tra cui Venezia nella felicità illuminata delle acqueforti di
Antonio Visentini (Treviso 1984), Isolario Veneto (Treviso
1985), Francesco Guardi, itinerario dell'avventura artistica
(Milano 1993) di cui è stata pubblicata una edizione francese (Parigi
1995). Di prossima pubblicazione sono il monumentale Catalogo
generale degli incisori veneti del Settecento, nonché le monografie
sui dipinti di Luca Carlevarijs, Francesco Guardi e Michele Marieschi.