Dario Succi

 

Michele Marieschi nella collezione di Castle Howard

 

 

 

1 - Michele Marieschi, Il Canal Grande a Cannaregio. Già Castle Howard, collezione privata

 

In occasione della mostra Marieschi, tra Canaletto e Guardi, svoltasi nel 1989 al Castello di Gorizia, in uno studio pionieristico sulla fase iniziale dell'arte di Michele Marieschi, avevo segnalato l'esistenza di una interessante serie di quattro vedute veneziane — due furono esposte in quella rassegna — provenienti dalla collezione Earl of Carlisle, Castle Howard (Succi 1989, pp. 101-120, figg. 112-117). La serie comprendeva:

Il ponte di Rialto con la riva del Ferro; L'isola di San Giorgio con la punta della Giudecca; Piazza San Marco con la basilica; Il Canal Grande con Ca' Corner della Regina. Pensavo allora che questi dipinti, non derivati da preesistenti modelli canalettiani, potessero esemplificare gli esordi dell'artista nel vedutismo «subito caratterizzati dal favore per i tagli a grandangolo, l'esaltazione delle distorsioni prospettiche, la luminosità calda e avvolgente coniugata con l'interesse per i vivaci spunti macchiettistici. La novità del punto di ripresa si coniuga con l'originalità della resa pittorica, permeata di una sensibilità tutta particolare. Antonio Canal immerge la sfilata degli edifici in un bagno di luce cristallina che rende uniforme la limpidezza dei volumi architettonici quale che sia la distanza dall'occhio dell'osservatore. Marieschi sfuma i dettagli delle costruzioni più lontane con un velo atmosferico, ostenta favolose forzature illusive e organizza spazi sapientemente allargati».

Qualche tempo dopo, nella sua monografia su Marieschi, Ralph Toledano (1995, p. 50) datava la serie intorno al 1735, congetturando che fosse stata commissionata dal quarto conte di Carlisle «con l'intermediazione del console Smith». Filippo Pedrocco (1999, p. 243) condivideva la datazione e si mostrava scettico sulla committenza osservando che in realtà non esiste neppure il più debole indizio di un possibile rapporto fra lo Smith e Marieschi».

L'ipotesi che quei quattro dipinti potessero far parte di una serie più ampia non è mai stata presa in considerazione. La precisa indicazione di una provenienza importante mi indusse a recarmi a York dove, grazie alla preziosa collaborazione del conte Simon Howard e al materiale documentario e fotografico gentilmente fornitomi dal dottor Ridgwai, Curator di Castle Howard, potei iniziare una lunga e approfondita indagine sulla collezione di dipinti conservati nella fastosa residenza che Charles Howard, III Earl of Carlisle (1669-1738), aveva fatto erigere nella campagna dello Yorkshire nei primi decenni del Settecento su progetto dell'architetto John Vanbrugh. La scoperta a Castle Howard di una eccezionale serie di dipinti inediti di Marco Ricci che furono esposti a Belluno in occasione dell'esposizione Marco Ricci e il paesaggio veneto del Settecento (Succi, Delneri 1993, nn. 9-17) e la mostra dedicata a Bernardo Bellotto (Succi 1999, pp. 44-73) mi offrirono l'occasione per sviluppare l'argomento e sottolineare l'eccezionale importanza della raccolta di vedute veneziane che era stata messa insieme in breve tempo, tra la fine degli anni trenta e l'inizio dei quaranta, dal successore di Charles Howard, Henry Howard, IV Earl of Carlisle (1694-1758). Durante il viaggio in Italia effettuato nel 1738-1739 (Ingamell 1997, p. 181) Henry Howard sostò a Venezia a partire dal novembre 1738, ponendo le basi per quella che doveva rivelarsi come la più importante collezione nell'Europa del XVIII secolo di vedute veneziane di Bernardo Bellotto e di Michele Marieschi. La raccolta di Henry Howard comprendeva complessivamente quaranta vedute veneziane, con cinque stupendi Canaletto, tra cui le due grandi vedute raffiguranti Piazza San Marco con la basilica e il palazzo Ducale e L'ingresso del Canal Grande dal molo donate da Barbara Hutton nel 1945 alla National Gallery of Art di Washington, nonché quel capolavoro assoluto che è la Veduta del bacino di San Marco acquistato nel 1939 dal Museum of Fine Arts di Boston (Succi 1999, figg. 28-30) Come risulta dall'inventario compilato nel 1878-1880 da John Duthie, maggiordomo di Castle Howard, a quell'epoca la collezione di vedute veneziane, che venivano tutte genericamente attribuite al Canaletto, era ancora intatta. A partire dal 1895 la raccolta conobbe un progressivo depauperamento dovuto ad alienazioni e a un incendio che nel 1940 causò la distruzione di una parte di Castle Howard. Nel disastro andarono in fumo due preziosi Canaletto di grande formato che facevano serie con la coppia oggi a Washington e sei tele di Bellotto. Oggi restano in situ solo quattro quadri di Bellotto a testimonianza di quella che era stata una delle più prestigiose collezioni di vedute veneziane in Inghilterra.

Rinviando a quanto ho già avuto modo di scrivere nel 1999 sulle vicende relative alla splendida raccolta di dipinti di Bellotto e del Canaletto, colgo qui l'occasione per approfondire il discorso sulla eccezionale serie di diciotto vedute di Michele Marieschi che si trovava a Castle Howard.

Il primo accenno, sia pure indiretto, ai quadri di Marieschi si trova in una lettera del 3 giugno 1740 scritta da Anton Maria Zanetti a Henry Howard (archivio di Castle Howard). Rispondendo alla missiva del 24 aprile nella quale il conte, dopo il rientro in patria (8 novembre 1739), lo aveva informato dell'arrivo di una serie di vedute veneziane, il raffinato conoscitore e collezionista scriveva: «J'ay plaisir que vous avez reçeu les tableaux; et trouvez a votre gré: Je crois que vous les aurez placés dans votre Maison de Campagne, et que en regardant la ville de Venise vous vous souviendrez de moy: Si quelqu'un de vos amis en est charmé, comme je l'espere, et qu'il les trouve a un prix onet de 6 livres, et qu'il en ait plaisir d'en avoir, vous me fairez grande grace de m'en ordonner pour fair plaisir au Peintre qu'il les a fait, qui est le plus bon homme du monde, et qui en est aussy abil que Cannaletto, au quel presentement on paye seulement le nom, et la renommée».

Il problema relativo all'individuazione dell'autore delle vedute, per le quali Zanetti aveva operato come intermediario dichiarandosi pronto a procurarne altre al prezzo di sei sterline ciascuna e dimostrando così di avere un rapporto diretto con l'artista, è stato affrontato in maniera fuorviante da Bozena Kowalczyk (1996, p. 74), che ha suggerito il nome di Bernardo Bellotto. Ma l'ipotesi è certamente infondata come ho già avuto modo di dimostrare con dovizia di argomentazioni che non è qui il caso di ripetere (Succi 1999, pp. 65-66).

 

2 - Elenco manoscritto privo di data, proveniente da Anton Maria Zanetti, della serie di vedute di Michele Marieschi dipinte per il IV Earl of Carlisle. Biblioteca di Castle Howard

 

Un prezioso documento settecentesco non datato (fig. 2), conservato a Castle Howard,1 contiene una descrizione molto accurata di diciotto vedute veneziane che evidentemente dovevano trovarsi in quella magnifica residenza. Esso è compilato con la chiara e accurata grafia del segretario di Zanetti e non c'è dubbio che sia stato dettato dallo stesso Zanetti perché le vedute sono descritte con una precisione e una competenza che solo un veneziano di elevata cultura poteva possedere (cfr. Succi 1999, p. 68).

L'aspetto più interessante dell'elenco sta nel fatto che le vedute in esso descritte coincidono perfettamente con i dipinti di Marieschi posseduti da Henry Howard. Undici di queste tele sono infatti visibili e riconoscibili in una fotografia della Canaletto Room di Castle Howard risalente all'inizio del Novecento: otto sono appese a coppie sulla parete centrale accanto al caminetto, le altre tre occupano l'ultima fila in alto della parete a destra, sopra tre vedute veneziane di Bellotto. Questi undici dipinti furono presentati nel catalogo di vendita ChristiÈs del 18 febbraio 1944,2 nel quale vennero raggruppati in cinque lotti (nn. 10-14), tutti erroneamente attribuiti al Canaletto: quattro lotti comprendevano due dipinti, uno (il n. 14) addirittura tre. Pur essendo il catalogo privo di illustrazioni, le descrizioni dei soggetti e delle misure mi hanno consentito di giungere alla identificazione di tutte le vedute (ivi, p. 72, nota 48). Le altre sette tele di Marieschi che completavano la serie di Castle Howard e che non compaiono nella fotografia erano già state alienate verso la fine dell'Ottocento: quattro vennero vendute nel 1895 al mercante londinese Donaldson,3 le rimanenti tre nel 1898 al mercante Duveen.4

 

 

3. Le pareti centrale e destra della Canaletto Room a Castle Howard agli inizi del Novecento

 

Viene qui di seguito ricostruita per la prima volta in maniera dettagliata la raccolta dei diciotto dipinti di Marieschi, prendendo come riferimento la numerazione e le puntuali descrizioni dell'elenco Zanetti, individuando altresì il numero del lotto in cui ciascun dipinto venne inserito nella vendita ChristiÈs del 1944. Vengono inoltre indicate la attuale ubicazione e la posizione del dipinto nella fotografia della Canaletto Room di Castle Howard (fig. 3).

 

1. «Veduta della Chiesa della Salute con Monistero de Padri, Dogana, et Magazeni, et in lontananza la Giudecca.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 11, che comprendeva anche la veduta del Fondaco dei Turchi, qui sub n. 2. Collezione privata, Svizzera (Succi 1989, p. 128; Montecuccoli, Pedrocco 1999, n. 99).

Nella fotografia è il primo quadro in alto, non nascosto dal lampadario, sulla parete destra.

 

2. «Veduta del Fontico de Turchi, Ca' Battaggia, Ca' Tron et altri Palazzi sopra il Canal Grande.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 11, comprendente anche la veduta della Salute, qui sub n. 1. Il dipinto, esposto per la prima volta nella mostra presso la galleria Lorenzelli di Bergamo (Morassi 1966[b], n. 8), si trova in una collezione milanese (Succi 1989, p. 170, con didascalia invertita; Toledano 1995, V. 39 b). Nella fotografia il quadro è visibile a sinistra, seconda fila dal basso, sulla parete centrale.

 

3. «Veduta dell'Isola di S: Giorgio Maggiore con la punta della Giudecca.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 10, comprendente anche la veduta frontale della Salute, qui sub n. 15. Collezione privata, Londra (Succi 1989, p. 112; Toledano 1995, V. 47). Nella fotografia il quadro è visibile a sinistra, quarta fila dal basso, sulla parete centrale.

 

4. «Veduta del Ponte de Rialto in lontananza con la riva del Vino a mano dritta, et a mano manca la riva del Ferro col Palazzo del N.H. Manin, et ponte che si va alla posta di Roma.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 14, comprendente anche le vedute di Rialto e di San Giorgio qui sub nn. 17 e 18. II dipinto appartiene alla Raccolta Ambrosianoveneto-Banca Intesa (Toledano 1995, V. 12). Nella fotografia il quadro è visibile a sinistra, terza fila dal basso, sulla parete centrale.

 

7. «Veduta Palazzo di Ca' Corner di Calle della Regina con altri Palazzi, e case sopra il Canal Grande, et da quest'altra parte il Palazzo di Ca Razzonico.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 12, comprendente anche la veduta di piazza San Marco, qui sub n. 11. Già collezione privata, Bergamo (Succi 1989, p. 114; Toledano 1995, V. 40a). Nella fotografia il quadro è visibile a destra, seconda fila dal basso, sulla parete centrale.

 

10. «Veduta della Piazza di S: Marco con la chiesa in prospetto et le Procuratie Nuove da una parte, et le Vecchie da un'altra.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 13, comprendente anche la veduta di San Stae, qui sub n. 14. Già collezione privata, Bergamo (Succi 1989, p. 113; Toledano 1995, V. 3a). Nella fotografia è il terzo quadro della fila più alta, parzialmente nascosto dal lampadario, sulla parete a destra.

 

11. «Altra veduta della Piazza di S: Marco con le Procuratie Nuove, Chiesa di S: Geminiano, et le due Colone in lontananza.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 12, comprendente anche la veduta di Ca' Corner, qui sub n. 7. Collezione privata, Milano (Toledano 1995, V. 2h). Nella fotografia il quadro è visibile a destra, prima fila dal basso, sulla parete centrale.

 

14. «Veduta della Chiesa di S: Stae con altri Palazzi sopra il Canal Grande, et le tre gondole con livree dell'Ambasciatore Cesareo.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 13 comprendente anche la veduta di piazza San Marco, qui sub n. 10. Questo dipinto, simile ma non identico a quello riprodotto da Toledano (1995, V. 41), è l'unico ancora non ritrovato. Nella fotografia il quadro è visibile a destra, terza fila dal basso, sulla parete centrale.

 

15. «Veduta della Chiesa della Salute in faccia con la Chiesa, et Abbacia di S: Gregorio.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 10, comprendente anche la veduta di San Giorgio, qui sub n. 3. Collezione privata, Svizzera (Succi 1989, p. 127; Montecuccoli, Pedrocco 1999, n. 100). Nella fotografia il quadro è al centro della fila più alta, sulla parete a destra, parzialmente nascosto dal lampadario.

 

17. «Veduta della Chiesa di S: Giorgio Maggiore con la Giudecca in lontananza, sino al Palazzo Ducale.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 14, comprendente anche le due vedute di Rialto, qui sub nn. 4 e 18. Collezione privata, Londra (Toledano 1995, V. 28 a). Nella fotografia il quadro è visibile a destra, quarta fila dal basso, sulla parete centrale.

18. «Veduta del Ponte di Rialto con la riva del Ferro in faccia sin'al Palazzo del N.H. Manin, et dalla parte vicino all'occhio la riva del Vino.» Vendita ChristiÈs 1944, lotto n. 14, comprendente anche le vedute di San Giorgio e di Rialto, qui sub nn. 4 e 17. Collezione privata, Londra (Succi 1989, p. 112; Toledano 1995 V. 15). Nella fotografia il quadro è visibile a sinistra, prima fila dal basso, sulla parete centrale.

 

Come si è sopra accennato, gli altri sette dipinti mancanti erano stati venduti tra il 1895 e il 1898 ai mercanti Donaldson (quattro) e Duveen (tre). Continuando a seguire la numerazione e le descrizioni del documento Zanetti, la raccolta di vedute di Marieschi a Castle Howard si completa come segue:

 

5. «Veduta del Palazzo di Ca' Pesaro, Chiesa di S: Stae, et altri Pallazzi sopra il Canal Grande, et dall'altra parte Palazzo de Ca' Guzzoni con il Campiello appresso.»

 

12. «Altra veduta della Piaza di S: Marco dalla parte di S: Basso con la Chiesa di S: Geminiano in prospetiva.» Questa coppia di dipinti faceva parte della serie di cinque tele (quattro di Marieschi, tina di Bellotto) che, come risulta dai documenti di Castle Howard,5 venne venduta nel 1895 a Donaldson, il quale girò il pendant marieschiano al mercante parigino Sedelmeyer che lo inserì (come "Canaletto") nel suo catalogo di vendita del 1896.6 Acquistata dalla principessa Mathilde, a Parigi, la coppia fu inclusa nella vendita post mortem curata nel 1904 dalla Galerie Georges Petit, Parigi.7 Dopo vari passaggi8 i due dipinti, restituiti finalmente a Marieschi da Morassi (1966[b]), sono stati acquisiti nel 1983 dalla Alte Pinakothek di Monaco (L. 1871, L. 1872), nel cui catalogo (Kultzen 1986, p. 309) non si fa menzione della prima provenienza, ignorata pure da Toledano (1995, V. 8c e V. 32) e da Montecuccoli, Pedrocco (1999, nn. 88-89).

 

1 - Michele Marieschi, Il Canal Grande a Cannaregio. Già Castle Howard, collezione privata

 

8. «Veduta di Canareggio con Palazzo di Ca' Labia, et Campanile di S: Geremia con Palazzi, et case sopra il Canal Grande.» La veduta, inedita, misurante 56x85 cm, va identificata in un bellissimo dipinto che dall'inizio del Novecento si trova in una collezione privata inglese (fig. 1). La tela faceva parte del gruppo di quattro vedute di Marieschi che vennero acquistate nel 1895 direttamente da Donaldson.

 

9. «Veduta delle Prigioni et Ponte della Paglia con Palazzo Ducale, Piazzetta et con diverse gondole degli Ambasciatori in lontananza.» Questa veduta è riemersa nella vendita Sotheby's, Monaco del 16 giugno 1989, n. 326 (Toledano 1995, V. 5a, ignora la prima provenienza): il soggetto coincide perfettamente anche nel dettaglio delle tre gondole degli ambasciatori visibili in secondo piano. All'inizio del Novecento il dipinto, probabilmente uno dei tre venduti nel 1898 a Duveen,9 si trovava nella collezione Lehman, poi a Parigi nella collezione Lefranc, indi Galerie Georges Petit, Parigi, vendita 12-13 giugno 1925, come "Canaletto".

 

6. «Veduta della Piazza di S: Marco con la Cecca, Palazzo Ducale, Ponte della Paglia, e Prigioni.»

 

4 -  Michele Marieschi, Veduta panoramica dal bacino di San Marco. Già Castle Howard

 

13. «Altra veduta della Piazza di S: Marco in lontananza con buona parte della riva degli Schiavoni, et l'acqua agittata dal vento per il mal tempo, che si leva con Barche, che vanno à vella.» Questo dipinto va certamente identificato con una splendida veduta inedita la cui attuale ubicazione è sconosciuta e che mi è nota attraverso una fotografia che sembra risalire agli anni venti: l'acqua del bacino di San Marco, solcata da numerosi velieri, è mossa dal vento sullo sfondo di un'ampia veduta panoramica di Venezia (fig. 4). Da una annotazione manoscritta sul retro della fotografia risulta che il dipinto si trovava nel 1967 presso il mercante Rita Bellesi con l'attribuzione a Jacopo Marieschi.

 

 

5 - Michele Marieschi, Il molo dal bacino di San Marco. Già Castle Howard

 

 

Presso lo stesso mercante e con la medesima attribuzione si trovava il bellissimo pendant inedito raffigurante Il molo dal bacino di San Marco (fig. 5), il cui soggetto coincide perfettamente con la veduta n. 6 del documento Zanetti, eliminando così ogni possibile dubbio sulla effettiva provenienza della coppia da Castle Howard.10

 

16. «Veduta al Fontico de Tedeschi con il tragetto del Buso, et altri Palazzi in lontananza sopra il Canal Grande.» Questa veduta è stata da me pubblicata con una proposta di datazione al 1736-1738 (Succi 1989, p. 139). Il dipinto (57.7 x 85.8 cm, attuale ubicazione ignota), ignorato da Toledano, è passato in vendita presso ChristiÈs, Londra (11 marzo 1972, n. 9), proveniente dalla collezione Lady Price Thomas, Londra. L'ultima notizia risale al 1974 quando venne esposto all'Autumn Exhibition di Leonard Koetser (Londra 1974, n. 19).

 

 

6 - Michele Marieschi, Il Canal Grande con il Fondaco dei Tedeschi. Già Castle Howard

 

Stilisticamente è molto vicino alla veduta n. 4 dell'elenco Zanetti (fig. 6).

 

Nell'ambito della discussa ricostruzione dell'itinerario artistico di Michele Marieschi la riscoperta della serie di Castle Howard, di dimensioni omogenee con la sola eccezione della coppia — leggermente più grande — descritta ai numeri 6 e 13 del manoscritto zanettiano, assume una straordinaria importanza. La possibilità di una precisa collocazione temporale di un così cospicuo numero di tele di un pittore di cui non esiste neanche un'opera datata introduce una novità fondamentale che impone una radicale revisione delle cronologie fino a oggi congetturate, basate per lo più su considerazioni prettamente soggettive.

Le caratteristiche stilistiche delle diciotto vedute sono abbastanza omogenee, vivacizzate da macchiette toccate per lo più alla maniera di Simonini, anche se non manca — com'è naturale — qualche dislivello qualitativo. Commissionate, con la mediazione di Zanetti, da Henry Howard durante il soggiorno a Venezia, protrattosi dal mese di novembre 1738 all'inizio del 1739, la loro datazione può collocarsi tra la fine del 1738 fino a tutto il 1739, anno in cui fu eseguita la maggior parte delle tele che, come si è detto, arrivarono a Castle Howard nei primi mesi del 1740.

Uno dei dipinti meno felici della serie, raffigurante San Giorgio Maggiore verso la riva degli Schiavoni (n. 17 dell'elenco Zanetti), che potrebbe essere astrattamente ritenuto opera "giovanile", è certamente databile al 1739 perché in esso è visibile sullo sfondo il campanile della chiesa di Sant'Antonin nella nuova forma a cipolla, la cui ultimazione avvenne in un periodo di poco successivo al mese di ottobre del 1738, come è stato documentato da Bettagno (1983, p. 228). Dalla serie di Castle Howard emerge con chiarezza anche l'importanza del ruolo — finora sconosciuto — svolto da Anton Maria Zanetti nella promozione dei dipinti di Marieschi. Il fine conoscitore, che gestiva una fitta rete di collegamenti con personaggi eruditi di mezza Europa e con importanti collezionisti, era evidentemente interessato a diffondere nel giro dei propri amici la produzione di vedute del pittore da lui patrocinato e definito conte il più onest'uomo del mondo, «abile come Canaletto, al quale oggi si paga solo il nome e la fama». Nel 1741 lo stesso Zanetti inviava a Berlino una coppia di stupende vedute di Marieschi che erano in vendita al prezzo di 32 zecchini ciascuna. Questi dipinti, del cui autore Zanetti aveva prudentemente taciuto il nome per contrastare eventuali manovre volte a elidere la mediazione, suscitarono l'interesse di Francesco Algarotti che in una lettera del 1° agosto 1741 al fratello Bonomo,11 definiva il misterioso pittore come un artista «che imita estremamente la maniera di Canaletto, fà forse l'acqua meglio di lui, ma non à la finitezza sua».

I due dipinti, certamente identificabili nel bellissimo pendant raffigurante Il Canal Grande a San Samuele e II Canal Grande a Cannaregio (oggi alla Gemäldegalerie di Berlino, cat. 1986, figg. 1417-1418), fanno parte di un complesso di sei vedute la cui attribuzione a Marieschi è documentata fin dal Settecento, quando si trovavano in una sala del palazzo reale di Sans Souci a Potsdam (Succi 1989, pp. 128-136). È praticamente certo che tutte queste sei vedute furono acquistate con la mediazione di Zanetti, la cui familiarità con Marieschi è documentata dalla famosa caricatura del pittore veneziano da lui stesso disegnata (Succi 1987 [b], p. 44).

 

 

Dario Succi

 

 

NOTE

 

1 Castle Howard. doc. J 14/31 /2.

2 Christie, Manson & Woods, Catalogue of pictures by Old Masters from the collection at Castle Howard, York and sold by order of the Executors of the late Honourable Geoffrey W.A. Howard, Londra. 18 febbraio 1944.

3 Inventario Duthie, nn. 50. 54, 66, 487.

4 Inventario Duthie, nn. 485, 486, 492.

5 Inventario Duthie, nn. TO, 52, 54, 66. 487. Questi cinque dipinti, venduti a Donaldson in due tempi. il 16 agosto 1895 e nel mese di ottobre dello stesso anno comprendevano, come si può dedurre dalle misure inventariali, quattro dipinti di Marieschi (nn. 50, 54, 66, 487) e uno di Bellotto (n. 52).

6 The Hundred of Paintings by Old Masters belonging to the .Sedelmeyer Gallery, Paris 1896, n. 66.

7 Catalogue des Tableaux Anciens /... / dont la vente par suite du deces de S.A.I. Madame la Princesse Mathilde aura lieu a Paris Galerie G. Petit, du Mardi 17 au Samedi 21 Mai 1904. Paris 1904. I dipinti di Marieschi corrispondono ai numeri 58 e 59 del catalogo (come "Canaletto").

8 I due dipinti vennero acquistati alla vendita della Galerie Petit del 1904 dal marchese di St. Alary per 25.500 (lotto n. 58) e 27.000 franchi (lotto n. 59). Entrati successivamente a far parte della collezione Steffanoni di Bergamo, vennero corredati da perizie di Fiocco, Pallucchini e Morassi (1953) che li attribuirono ancora al Canaletto. Esposti alla mostra di Bergamo del 1966 curata da Morassi, che finalmente li indicò come pitture tipiche, indiscutibili, del nostro Michele passarono in seguito a Colnaghi. Londra, e da lì – dal 1983 – all' Alte Pinakothek di Monaco.

9 Inventario Duthie, n. 492, misurante 21x33 inches.

10 Nell'inventario Duthie i due dipinti sono identificabili nei nn. 485 e 486, misuranti 23x35 inches, cioè 58,4x88.9 cm. ciascuno. La coppia fu venduta nel 1898 al mercante Duveen insieme a una terza veduta di Marieschi (inv. n. 492) di formato più piccolo (21x33 inches), da identificarsi con la veduta descritta al n. 9 del documento Zanetti.

11 La lettera è conservata nella Biblioteca Comunale di Treviso, ms. 1256-A.