DUE ILLUSTRATORI STORICI

ACHILLE BELTRAME - WALTER MOLINO

 

 

Giuliano Confalonieri


 

 

 


Quando il settimanale DOMENICA DEL CORRIERE era in auge, il disegno della copertina fu delegato a due pittori: Beltrame studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Lavorò come cartellonista per le Officine Grafiche Ricordi, per le quali realizzò manifesti pubblicitari (in 40 anni, le tavole di Beltrame pubblicate furono 4662). Non si mosse mai da Milano - come Emilio Salgari che inventò i suoi personaggi a tavolino - riuscendo tuttavia a rappresentare luoghi, fatti, persone e cose che non aveva mai visto grazie alla sua innata immaginazione e curiosità. Celebri furono le illustrazioni degli avvenimenti bellici della Grande guerra. Morì a Milano nel 1945 lasciando al suo discepolo Walter Molino il compito di illustrare le copertine del settimanale come supplemento del Corriere della Sera. Nel gennaio 1899 la prima delle tavole a colori con cui Beltrame disegnò ogni settimana, per oltre 40 anni, le vicende del suo tempo. Dopo la sua morte fu sostituito da Walter Molino che, come il suo predecessore, firmò memorabili copertine. Negli anni Venti / Trenta il periodico divenne uno dei principali strumenti di informazione,. Sulle sue pagine trovarono una vetrina le grandi firme del Corriere, da Luigi Barzini a Indro Montanelli, primo direttore del dopoguerra. Durante gli anni Cinquanta la Domenica fu in testa alle vendite dei settimanali, dagli anni Settanta, la concorrenza (L'Europeo, Panorama, L'Espresso) portò ad una graduale ma inarrestabile crisi di copie vendute. Dopo vari tentativi di rilancio, nel 1989 la testata chiuse le pubblicazioni per decisione dell'editore. 
 

 

 

Achille Beltrame (Achille Beltrame (Arzignano, 19 marzo 1871 – Milano, 19 febbraio 1945) pittore e illustratore.

 

 

Beltrame fu chiamato a collaborare alla Domenica del Corriere, il cui primo numero fu in edicola all'inizio del 1899 (in 40 anni, le tavole furono 4.662): «Attraverso le sue immagini da lui create - scrive Dino Buzzati - i grandi e più singolari avvenimenti del mondo sono arrivati pur nelle sperdute case di campagna, in cima alle solitarie valli, nelle case umili, procurando una valanga di notizie e conoscenze a intere generazioni di italiani che altrimenti è probabile non ne avrebbero saputo nulla o quasi. Un maestro dell'arte grafica, quindi, ma anche un formidabile maestro di giornalismo...». Nelle sue copertine è riassunta la storia del costume e della società italiana della prima metà del XX secolo. I fatti venivano riassunti riuscendo a renderli vivi e attuali agli occhi di una popolazione non ancora del tutto uscita dall'analfabetismo. Non si mosse mai da Milano, dove disegnò tutte le sue tavole. Ciò nonostante riuscì a rappresentare luoghi, fatti, persone e cose che non aveva mai visto di persona, grazie alla sua innata immaginazione e curiosità, unite ad un rigoroso senso di realismo (simile in questo allo scrittore Emilio Salgari). Celebri, in particolare, furono le sue illustrazioni degli avvenimenti bellici della Grande guerra e delle vicende degli Alpini. Morì a Milano nel febbraio 1945 lasciando al suo discepolo, Walter Molino, che l'aveva affiancato già dal 1940, il compito di illustrare le copertine del settimanale.

 

 

 

Giuliano Confalonieri

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